Nisanu
1200 a.C. Partenza e protezione degli dei
La conferma di tutto gli arrivò dai Sacerdoti di On, tramite un comandante
di una nave mercantile tornata in patria nel mese di Kislimu (21 Novembre/21 Dicembre). Egli si era dovuto attardare,
poiché allarmato dalle notizie catastrofiche annunciategli da un suo amico
sacerdote. Così facendo aveva approfondito le notizie relative al fenomeno,
l’aumento delle temperature degli ultimi anni avevano portato allo scioglimento
dei ghiacci, facendo così aumentare il livello del mare (N.d.A. il fenomeno fu studiato da
geologi marini nel secolo scorso e provava che nel 1210-1200 a.C. si era
verificato un sollevamento di circa 2.5 m. Cosa che provocò una penetrazione
del mare di circa 30 km all’interno del territorio).
Occorreva prendere decisioni drastiche e
gli Anziani avevano deciso di armare una flotta per una migrazione di massa
verso Oriente. Le città shardana avevano deciso unanimemente: chi decideva di
partire si sarebbe dovuto imbarcare nei porti sardi prestabiliti. I popoli
fratelli delle altre Terre avrebbero fatto lo stesso: i Libu, i Shakalasa, i Liku, i Tursha, i Washasa, si sarebbero
dovuti incontrare nel Mare Orientale (Egeo) con gli Akayasa e i Pheleset di Kaphtor, oltre ai Sardana delle isole Lemno
e Imbro e della Dardania (Dardani).
I fratelli Denen del Mare del Nord
(Baltico) avrebbero seguito in parte le vie fluviali del Don e del Dvina e del Dniepr
(Boristene). Nei programmi dei
condottieri delle viarie città vi è poi il contatto e l’accordo con i vari
popoli dell’Asia, come i Tjekker di Troja, gli stessi Liku asiatici e così pure
i cugini Ittiti di Hattusa e chiaramente anche accordi segreti con i soldati
che militavano presso i piccoli principati come appunto Troja, la stessa Micene
e l’orgogliosa Tirinto. Questi soldati erano ormai stanchi di combattersi fra
di loro per le beghe dei piccoli tiranni che si gloriavano solo della loro
presunta potenza dovuta all’abilità dei loro soldati, per la maggior parte
appartenenti alla Confederazione del Grande Verde (Popoli del Mare). Nell’elenco bisogna
mettere anche le città Kananee e della Siria/Palestina. Soprattutto furono avvertiti i Sardana di servizio di Leva presso il
Faraone e i Sardana della zona di Avaris e Jessen.
La partenza era prevista naturalmente
all’Equinozio di Primavera, il primo Plenilunio.
L’Equinozio cadeva nel primo mese dell’anno: Nisanu (dal 21 Marzo al 21
Aprile).
Tziu Addari “Su Etzu”, gran sacerdote, propose
di mettere l’impresa sotto la protezione degli Dei Amon, Mut sua moglie e il figlio Khonsu, la Triade di Tebe. Per questo gli incisori produssero una
Stele con la Triade rappresentata su un lato e sull’Altro l’Invocazione stessa
in Geroglifico. La riportiamo con immagine e traduzione dei geroglifici stessi.
In una stele ritrovata appunto dall’Archeologo Taramelli e pubblicata dalla
Reale Accademia dei Lincei.
“Amon
Ra, re degli Dei, signore del Cielo dia vita, salute e vigore” – “Mut … la Gran
Signora del Cielo dia vigore” – Chonsu in Tebe, dia la gioia”.
Da: “I Popoli del Mare, Sisara eroe shardana in Israel”





