SHARDANA in SARDINIA L'ATTESA
Shardana i Popoli del Mare (Leonardo Melis)
Il BLOG ufficiale del Libro che ha cambiato il modo di scrivere la storia in questo millennio. Il libro che ha varcato i confini della Sardinia, dell'Italia e dell'Europa. La Storia riscritta del Mediterraneo e dell'Oriente antico. La storia di un popolo già Antico per gli Antichi: i SHARDANA.. i Popoli del Mare
venerdì 5 giugno 2026
martedì 2 giugno 2026
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venerdì 29 maggio 2026
Anfora s’Arcu ‘e is Forros
Come sospettavamo, ad agosto 2012 è uscito l’articolo su
una rivista archeologica bimestrale italiana. Recante le immagini
della Scritta e di altro. La scritta è incisa su un’anfora “precotta”
ed è definita dalla firmataria (l’archeologa che ha combinato tutto
questo trambusto) “Scritta Philistea o Fenicia”, datata (l’anfora,
crediamo) al IX – VIII sec. a.C..
Ma che ci facevano i Philistei sulle montagne d’Ogliastra,
ove manco le legioni romane osarono mai inoltrarsi? Secondo
l’illustre Filologo orientale Giovanni Garbini che avrebbe studiato
la scritta “Fenicia” dell’anfora “Nuragica” Presentata all’Accademia dei Lincei:
“Una presenza Levantina era… presente su tutta l’Isola fin
dal XIII sec. a. C. … I Coloni “fenici” presenti nella costa Sud-Occidentale
dell’Isola furono preceduti da altri Fenici(!), affiancati
da Philistei(!!) E come questi vivevano nei Nurakes insieme agli
indigeni locali(!!!). .. Nel Nurake Nurdòle è presente una scrittura
Philistea la quale prova che quando fu costruito il
Nurake… i Philistei erano presenti(!!!!)”…A noi le stupidaggini non piace raccontarle e colleghiamo il tutto al popolo che risiedeva in quel tempo in Sardinia da padroni, visto che le hanno anche dato il nome. I Pheleset in Sardinia ci sono stati, come ospiti dei padroni di casa: i Shardana. Di cui erano consanguinei e quindi anche con la stessa Cultura e Scrittura. Se la scritta l’avessero rinvenuta in Palestina, potevamo dire che si trattava di scrittura sardana? Certo “anche” Sardana, ma prima di tutto Peleset. Visto che vi abitava no i Pheleset. Invece, poiché la brocca risulta essere “Nuragica” quindi sarda, si giustifica la scritta Pheleset con l’affermazione: “La scritta fu fatta dopo la cottura!” (Archeologia viva,
settembre-ottobre 2012)
martedì 26 maggio 2026
INTERVISTA di Antonello Lai di TCS a Leonardo Melis. SECONDA PARTE
2269 visualizzazioni 31 ago 2016
INTERVISTA di Antonello Lai di TCS a Leonardo Melis. SECONDA PARTE
Leonardo Melis. Sulle ultime scoperte: Città sulla Jara, Città sommersa di 9000
anni. Statue di Mont'e Prama, Il prossimo libro . "UN CARO SALUTO
NOSTALGICO ad ANTONELLO che oggi non c'è più .. BRAVA PERSONA e giornalista
VERO che si batteva per i "MINORI" e gli esclusi... SALUDE ANTONELLO
..! "................................................
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Riepilogo del video creato con l'IA
La qualità e l'accuratezza possono variare.
<Leonardo Melis analizza le controversie
sull'archeologia sarda, discutendo le scoperte relative ai Shardana e il ruolo
delle istituzioni ufficiali. Attraverso il racconto di ricerche personali e
studi internazionali, viene esplorata una narrazione storica alternativa che
sfida le datazioni accademiche consolidate in Sardegna>
mercoledì 20 maggio 2026
1.100 a.C. "Knn.m" il naufragio,
1.100 a.C. "Knn.m" il naufragio,
La Flotta arrivò facilmente a Ofir,
come da racconti tramandati dai Greci, dagli Egizi, dalla Bibbia etc. Per un
anno si fermarono a rinforzare le fortificazioni antiche di 2-300 anni. Mentre
gli operai specializzati estraevano i minerali, in primis lo Stagno, altri facevano i turni di
guardia e altri ancora provvedevano al sostentamento; fra questi sappiamo che
vi erano anche donne, che saranno citate nel naufragio della nave ammiraglia.
Al secondo anno di scadenza, puntualmente
nel mese di Nisanu, la flotta sotto il comando di Kareh figlio di
Sisara, ripartì doppiando quello che oggi si chiama Capo di Buona Speranza.
L’ammiraglio fece annotare che “Il sole splendeva stranamente alla loro
destra durante tutto il viaggio verso il Mare d’Occidente”.
Doppiato felicemente il Capo, una
tempesta improvvisa cominciò a infuriare facendo dividere le navi. La nave
ammiraglia fu presa da quella che chiamiamo oggi La Corrente Subequatoriale. La
nave fu portata dalle onde verso le coste di un mondo sconosciuto, presso la
riva di un grande fiume. Questo fiume fu battezzato 2500 anni più tardi con il
nome di Salimoes dai navigatori
Portoghesi (Salomone?). Parliamo proprio dei Rio delle Amazzoni. I Portoghesi
erano a conoscenza di questa storia? La pietra, il documento riprodotto e della
sua traduzione, parlava chiaramente della flotta e del naufragio al ritorno da
un lungo viaggio. <Siamo KNN.M (Cananei)
di Sidone (o di Akko? Tiro?) della città del re mercante (Hiram). Giungemmo a quest’isola lontana, una terra montagnosa.
Abbiamo sacrificato un giovane … agli Dei e alle Dee celesti, nel
diciannovesimo anno del nostro re Hiram
e ci siamo imbarcati a Ezion-Geber
nel Mar Rosso. Abbiamo viaggiato con dieci navi per due anni intorno
all’Africa, quindi ne fummo separati per la mano di Baal e già non stiamo con i
nostri compagni. Così giungemmo qui, dodici uomini e tre donne, alla
isola del ferro, in una nuova spiaggia che io, l’Almirante controllo. Ma sicuramente gli Dei e le Dee ci
favoriranno.>
Da: “I POPOLI del MARE,
SISARA Eroe shardana in Israel”
shardana.org
lunedì 11 maggio 2026
NEAPOLIS ROMANA? NO! NABUI SHARDANA del X sec. a.C.
NEAPOLIS ROMANA? NO! NABUI SHARDANA del X sec. a.C.
Un amico di Oristano, Piero, ci aveva accompagnati al Museo di Cabras per vedere quello
che secondo noi era uno Djed gigantesco
spezzato lasciato in un angolo dello stesso museo. Vi forniamo
l’immagine e giudicate voi stessi amici.
Finita la visita ci propose di andare al vicino Museo di Oristano, ove
pare vi fosse una mostra sul Diluvio o qualcosa del genere. Tra mille reperti
“egittizzanti” e (naturalmente) “fenici”, ci saltò all’occhio una figura che
pareva familiare. Chiesi al mio amico di guardare meglio la didascalia e vedere
se si trattava di figura etrusca o (forse) Pheleset. Si trattava di un’urna cineraria pheleset. Il luogo del
ritrovamento era la città shardana di Nabui
ribattezzata Neapolis dagli Archeobuoni e datata (naturalmente) al VIII
sec. Ma…. Ma…
Ma la lettura della didascalia ci
diede una sorprendente informazione che la dice lunga sulla confusione mentale
dei nostri studiosi. L’urna è datata al
X sec. a.C.! Certo! I “Fenici” seppellivano Pheleset di passaggio in
una città che sarebbe nata due secoli
dopo! Ma kandu mai!
giovedì 7 maggio 2026
BALLE ARCHEOBUONICHE: Bronzetto taroccato
BALLE ARCHEOBUONICHE, Bronzetto taroccato
... <<Sui Bronzetti abbiamo raccolto un’altra chicca che potrà portarvi anche dispiacere e delusione, oltre ch rabbia per l’ennesimo tarocco propinatoci dai nostri solerti Archeobuoni vecchi e moderni. Il Bronzetto forse più famoso, forse grazie anche ai nostri libri, quello che usiamo chiamare Marduk o Sardana, e che loro chiamano “Demone quattr’occhi”, ha korna … non sue e tantomeno ha quei pomelli che hanno fatto pensare a delle “antenne” ornamentali. Ne abbiamo una foto inedita o poco conosciuta pescata a una mostra a Venezia.>>




