Shardana i Popoli del Mare (Leonardo Melis)
Il BLOG ufficiale del Libro che ha cambiato il modo di scrivere la storia in questo millennio. Il libro che ha varcato i confini della Sardinia, dell'Italia e dell'Europa. La Storia riscritta del Mediterraneo e dell'Oriente antico. La storia di un popolo già Antico per gli Antichi: i SHARDANA.. i Popoli del Mare
venerdì 23 gennaio 2026
IL TEMPO dei FENICI è FINITO
martedì 20 gennaio 2026
I POPOLI DEL MARE 25 ANNI DOPO
Oggi a 25 anni da quell’evento che ebbe inizio con la pubblicazione degli Atti relativi al Convegno Archeologico di Oristano, organizzato dalla Provincia, a cui fui invitato come relatore sull’argomento insieme ad Archeologi, Sovrintendenti e persino a uno scrittore di romanzi di fantascienza.
Se il convegno segnò l’inizio di una autentica rivoluzione nel campo delle pubblicazioni di Storia e Archeologia (relativa alla Storia), lo svolgimento e la conclusione del dibattito non furono per niente “pacifici”. Un sovrintendente fece registrare agli Atti un suo parere sulla relazione del “nuovo venuto”, per lui assolutamente un intruso: “Fantarcheologia di stampo Sardista, con pulsioni Indipendentiste”. Questa frase prese piede nelle nuove discussioni e dibattiti storici ormai sul web. Come del resto rimase impresso, diventando un neologismo sul web e non solo, la risposta di Leonardo Melis: “ARCHEOBUONI!”. Intendendo fra le righe proprio quanto si intuisce con relativa malizia.
Oggi riproponiamo quanto presentammo venticinque anni fa, arricchendo i contenuti con nuove scoperte e acquisizioni sulla nostra storia reale del Mediterraneo e dei suoi Antichi Popoli: “I Popoli del Mare”.
venerdì 16 gennaio 2026
ARGONAUTI, Il Ritorno... stupefacente!
ARGONAUTI, Il Ritorno... stupefacente!
giovedì 8 gennaio 2026
ENEA e il suo VIAGGIO IMPOSSIBILE
martedì 6 gennaio 2026
BUON ANNO 2026 con i libri di Leonardo Melis e con il nuovo in arrivo!
martedì 16 dicembre 2025
AKILLE shardana e invulnerabile?
AKILLE shardana invulnerabile?
Lo stesso Ser.Amon aveva un’armatura che
ricordava quella descritta da Omero nell’Iliade, riguardo i Capi Akey o Teucri
e Dardani. Corazza in bronzo, schinieri in bronzo, scudo rotondo, talmente
grande che quando Diomede saliva sul carro Omero afferma che “Lo scudo sulle
spalle gli dava fastidio al tallone”; tanto era gigantesco. Pensiamo ad Akille,
forse il più descritto dal Vate: egli era considerato invulnerabile, non certo per la storiella raccontate della sua
immersione nel fiume Stige da parte della madre. Era invulnerabile o ritenuto
tale per un semplice motivo: l’armatura in bronzo lo ricopriva totalmente,
elmo, corazza, schinieri … proprio gli schinieri lo lasciavano scoperto nella
parte posteriore: il tallone! Non è
affatto una nostra teoria, è lo stesso Omero a scriverlo nell’Iliade, ove
infatti è ferito durante un duello con un Trojano. Vediamo.
Asteropeo, figlio di Pelegone, sfida
Achille nei pressi del fiume Scamandro
(ILIADE libro XXI 160-165): «Asteropeo l’eroe
, con due lance insieme perché era ambidestro, colpì con l’asta lo scudo ma non
lo trapassò, lo trattenne l’oro dono del Dio. Con l’altra lo colpì di striscio al gomito del braccio destro, ne spicciò sangue
denso», (da ILIADE, traduzione Giovanni Cerri).
Che poi Paride Alessandro lo
mettesse fuori combattimento ferendolo al tallone, lo abbiamo spiegato
sopra perché. Ne sappiamo qualcosa anche noi che, dopo aver fatto ogni sorta di
sport fino agli anni 60, un semplice movimento brusco ci fece saltare il Tendine … d’Akille appunto!
Mettendoci fuori gioco per mezza dozzina di anni e recuperando solo in parte i
movimenti di andatura … normale. Pensiamo solamente a un guerriero come Akille
… e sappiamo cosa può aver significato per lui. Ecco! Akille, se non era un Akayasa era un guerriero comunque dei Popoli
del Mare, magari un Denen, non cambia affatto. La sua armatura rispecchia
quella di Ser.Amon, anch’egli
dell’Etnia dei Popoli del Mare: Sardana, parente dei Denen e degli Akayasa.
Da: "I POPOLI del MARE, Sisara eroe shardana in Israel!
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sabato 13 dicembre 2025
LE ASSASSINE della STORIA: JAEL
<Dal Libro dei Giudici: “La tribù di Dan non si era ancora stabilita, ma occupò Kanaan.
Mandarono 5 forti guerrieri a esplorare, lì trovarono un sacerdote levitico dei
loro (della Tribù di Dan, N.d.A.)
a casa di un certo Milcah e gli
chiesero come mai si trovasse da quelle parti, egli rispose che Milcah lo
pagava per fare il sacerdote nella sua casa e per la sua gente. Essi gli
chiesero se Dio era con loro, egli rispose che avevano la Sua benedizione.
Proseguirono e trovarono una ricca città abitata da gente pacifica. Tornati dai
loro, riferirono quanto visto e i figli di Dan si armarono in seicento e
partirono. Giunti presso Cariath-Jarim
si fermarono e posero il campo e diedero a quel luogo il nome di Campo di Dan. Poi proseguirono e
giunsero alla casa di Milcah dove trovarono ancora il giovane levita. Alcuni di
loro presero le statue, l’Ephod e gli idoli e con dolci parole chiesero al
giovane di seguirli dicendogli che era meglio fare il sacerdote per un’intera
tribù che per un uomo solo. Egli convinto li seguì, ma Milcah con la sua gente
inseguirono i figli di Dan per farsi restituire gli idoli e il sacerdote. Ma
i figli di Dan dissero loro di non osare più proferir parole nei loro
confronti, se non volevano avere contro uomini corrucciati e dediti alla
guerra. Così proseguirono verso il paese di Lais che conquistarono
distruggendo la città e passando a fil di spada gli abitanti. Da allora Lais si
chiamò Città di Dan e Jonathan e
la sua stirpe divennero i sacerdoti dei loro idoli.” (Judici XVIII).>
Judici IV-V: ”Jabin, un re cananeo, che regnava in Asor e aveva per condottiero dell’esercito Sisara (Un generale dei mercenari Shardana di stanza in Palestina per conto dei Faraoni, n.d.A.) che abitava in Aroset Goim, forte di 900 carri ferrati, oppresse duramente i figli d’Israele per 20 anni.... In quel tempo era Judice in Israele Deborah... giudicava le cause fra Rama e Bet-El sui monti di Efraim... Deborah andò con Barak in Qades, radunò Zabulon e Neftali, 10.000 combattenti”. A causa dello straripamento di un torrente, i carri di Sisara si impantanarono ed egli fu sconfitto. Ma nel Cantico di vittoria che segue alla battaglia, Deborah si lamenta: “E Dan perché se ne sta sulle navi?Aser ha preso dimora sul lido del mare e nei suoi porti vive tranquillo...”
La conclusione è ancora più amara, per
la fine che fece Sisara, tradito dalla moglie di un suo amico che violò la
più sacra delle regole: quella dell’Ospitalità. Una regola che Sisara, uno
Shardana, credeva inviolabile. Questa regola fu invece violata da una “benedetta fra tutte le donne”, come
Da. “I POPOLI del MARE. SISARA eroe Shardana in
Israel”


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