venerdì 23 gennaio 2026

IL TEMPO dei FENICI è FINITO

 


STOP! il tempo dei FENICI e dei loro sostenitori, che con questi fantasmi storici volevano sostituire gli abitatori del MEDITERRANEO presenti nelle loro terre più di mille anni del presunto arrivo di questo popolo che avrebbe creato un impero senza lasciar traccia alcuna di battaglie combattute per annessioni di sorta è FINITO! Pur avendo scritto da 25 anni (e non solo noi) spiegando che furono i greci a coniare questo appellativo (non NOME) usato poi dagli Europei per dareun nome comune ai NATIVI americani chiamandoli appunto Pellerossa (questo significa appunto phoinikes... gente rossa ). Spiegando appunto che porsino i Greci non intendevano affatto chiamare alcun popolo con questo nome. nome che manco gli stessi interessati conoscevano. Difatti essi nella loro lingua chiamavano se stessi KN'NM ... ossia: KANANEI.
Gli ARCHEOBUONI ei loro seguaci si inventano ogni tanto qualcosa per rinverdire la favoletta. Ora avrebbero scoperto due tombe "fenicie" in quel di Domus de Maria (A Bithia?) .. lo scoprittore? L'uragano Harry! ... ma per favore!
<<< I FENICI non chiamavano se stessi “FENICI”, anzi, in “LINGUA FENICIA” si scriveva: KN.NM (Cananim, ossia Cananei), ciò spiega l’inghippo che qualcuno volle creare agli inizi del secolo scorso. In particolari alcuni studiosi Ebrei, con dei motivi legati probabilmente a una nascita di uno stato ebraico in Palestina, ossia la terra dei Pheleset (gli Ebrei infatti erano i Judei o abitanti di Juda della diaspora al tempo dei Romani. Gli studiosi infatti li posizionano nella SIRO-PALESTINA, in corrispondenza dell’attuale LIBANO fin dal XII sec. a.C. La stessa data dell’Insediamento dei Popoli del Mare, dopo gli accordi con RAMESSE III che, in cambio della salvezza del trono e del regno Egizio, dovette cedere le provincie dell’Impero: SINAI e SIRO/PALESTINA. Ne è prova l’elenco delle città attribuite a questo fantomatico popolo: AKKO (S. Giovanni d’Acri), Gazza, la stessa Tiro etc. Città queste abitate dai Popoli del Mare e citate dai documenti egizi, come spesso abbiamo sottolineato in altri capitoli. “Ad Akko, sotto Tiro, abitano i Sardana” (Onomastico di Amenemope)… A Byblos abitavano i Tjekker, come a Dor (Il viaggio di Wen.Amon). A Gaza i Phelset.. e a Tiro i Libu… tutto ciò fino al 8° sec. a.C. … casualmente la datazione della “comparsa dei Fenici (i Pellerosa) citati dai Greci.
Lo Stato del Grande Libano fu uno Stato, formalmente autonomo, che faceva parte della Siria mandataria (allora amministrata dalla Francia sotto un regime giuridico internazionale di mandato della Società delle Nazioni) dal 1920, e che prese il nome di Repubblica Libanese nel 1926. Le frontiere geografiche del «Grande Libano» corrispondono all'incirca a quelle dell'attuale Libano. Terminò formalmente il 22 novembre 1943 con l'indipendenza della Repubblica del Libano.
Il Fenicianesimo è una forma di nazionalismo libanese adottata da alcuni esponenti libanesi, soprattutto cristiani maroniti, al momento dell'istituzione del Grande Libano,[1] rivendicando l'identificazione della nascente nazione libanese con l'eredità storica e culturale degli antichi Fenici.

Il professore universitario olandese Leonard C. Biegel, nel suo libro del 1972 Minorities in the Middle East: Their significance as political factor in the Arab World ha coniato il termine Neo-Shu'ubiyya per denominare i tentativi moderni dei nazionalismi non arabi alternativi nel Vicino Oriente, ad es. l'Arameanesimo, l'Assirianesimo, alcune forme del nazionalismo siriano, il nazionalismo curdo, il Berberismo, il Faraonismo e il Fenicianismo, appunto.>

*** Fonti WIKIPEDIA E ALTRE RICERCHE: "I POPOLI del MARE, SISARA" ED. 2023)


martedì 20 gennaio 2026

I POPOLI DEL MARE 25 ANNI DOPO

 


I POPOLI DEL MARE 25 ANNI DOPO

    Venticinque anni fa, una persona che stimo per questo, mi convinse a scrivere quanto mi sentì raccontare a una Sagra sulle antiche usanze e tradizioni della civiltà degli Antichi Sardi. Dopo due anni di insistenze, alla mia domanda sul perché di questo interesse per un probabile futuro e sconosciuto Autore, mi rispose: “Perché il suo libro sarà un Bestseller!”. In realtà ebbe ragione in pieno. Dopo una pubblicazione con migliaia di copie, esaurita in una settimana, il libro varcò i confini della nostra amata Isola e anche quelli italici ed europei, rivoluzionando il modo di scrivere la storia antica e i contenuti fino ad allora ridotti a una Civiltà Mediterranea che cominciava con la nascita di Greci e Romani, ossia al 8° sec. A.C.
Oggi a 25 anni da quell’evento che ebbe inizio con la pubblicazione degli 
Atti relativi al Convegno Archeologico di Oristano, organizzato dalla Provincia, a cui fui invitato come relatore sull’argomento insieme ad Archeologi, Sovrintendenti e persino a uno scrittore di romanzi di fantascienza.
Se il convegno segnò l’inizio di una autentica rivoluzione nel campo delle pubblicazioni di Storia e Archeologia (relativa alla Storia), lo svolgimento e la conclusione del dibattito non furono per niente “pacifici”. Un sovrintendente fece registrare agli 
Atti un suo parere sulla relazione del “nuovo venuto”, per lui assolutamente un intruso: “Fantarcheologia di stampo Sardista, con pulsioni Indipendentiste”. Questa frase prese piede nelle nuove discussioni e dibattiti storici ormai sul web. Come del resto rimase impresso, diventando un neologismo sul web e non solo, la risposta di Leonardo Melis: “ARCHEOBUONI!”. Intendendo fra le righe proprio quanto si intuisce con relativa malizia.
Oggi riproponiamo quanto presentammo venticinque anni fa, arricchendo i contenuti con nuove scoperte e acquisizioni sulla nostra storia reale del Mediterraneo e dei suoi Antichi Popoli: “I Popoli del Mare”.

venerdì 16 gennaio 2026

ARGONAUTI, Il Ritorno... stupefacente!

 


ARGONAUTI, Il Ritorno... stupefacente!

Qualche autore propone la risalita del Danubio e del Reno e l’arrivo nel Mare del Nord, col ritorno attraverso le Colonne d’Ercole ecc. Le antiche rotte dell’Ambra! Qui proponiamo la rotta più complessa descritta nelle Argonautiche: Fuggendo il re dei Colchi con a bordo il vello d’oro e la figlia del Re, Giasone e compagnia puntarono dritti a Occidente e forse costeggiarono il territorio della Colchide fino alla penisola di Crimea. Toccarono, è probabile, la città di Olbia nella foce del Dniepr (Boristene), ma questa era città amica dei Colchi e proseguirono oltre, fino al Fiume Istro (Danubio), navigandolo fino alla zona del lago di Costanza. Qui cercarono un passaggio per scendere nella Penisola Italica. Non sappiamo se abbia riferimento all’epopea degli Argonauti, ma a Sud del lago di Costanza esiste il toponimo P. Sardona. Scesi nell’Adriatico, ripresero a navigare nell’Eridano (il Po), arrivando (con un tratto via terra, con la nave a spalla, come erano soliti fare i Popoli del Mare) al Rodano (ma alcuni autori scrissero che, risalendo il Reno, arrivarono nel Mare del Nord, nella terra dell’ambra). Disceso il Rodano, entrarono nel Mare Sardo (Mare degli Eraclidi), raggiungendo l’Isola d’Elba. Se consideriamo questo tratto, prima di entrare nel Mare Sardo (Mediterraneo Occ.), notiamo che all’inizio e alla fine del viaggio abbiamo due città con lo stesso nome: Olbia. La prima alla foce del Dniepr (Boristene) e la seconda alla foce del Rodano vicino a Massalia (Marsiglia). Discesi, quindi, nel Mare Sardo fino al Circeo, incontrarono la maga Circe, zia di Medea, che purificò gli eroi dell’uccisione del fratello di Medea e del ratto del vello d’oro. Passate Scilla e Cariddi arrivarono presso i Feaci (Malta?), quindi attraversarono le paludi della Sirte con la nave a spalla (Sistema usato dai Popoli del Mare già nel 2000 a.C. quando risalirono il tratto di terra tra il Dniepr e il Dvina). Toccarono il lago Tritonide (Sirbonide) in Libia e quindi giunsero a Creta, dove Medea riuscì a vincere il famoso gigante meccanico Talu, messo dal re Minosse a difesa dalle invasioni dei Pirati Sardi. Da Creta passarono in Eubea e quindi il ritorno a Jolco.
tratto da:
Apollonio Rodio (nacque in Alessandria d’Egitto, primi anni del III sec. a.C. visse in esilio a Rodi).


giovedì 8 gennaio 2026

ENEA e il suo VIAGGIO IMPOSSIBILE

 



ENEA e il suo VIAGGIO IMPOSSIBILE

Due anni fa un anticipo sul libro che  uscirà a gennaio del 2026. Nuiove rivelazioni sull'origine e sulle imprese dei POPOLI del MARE, la Grande Invasione dell'Oriente e  la verità sulla Guerra di Troia e sull'attacco all'Egitto di Ramesse III, che dovette cedere le provincie di SINAI, e SIRIA/PALESTINA, ove si insediarono i Popoli del Mare per 400 anni, prima di tornare nei loro lidi dell'Occidente da cui partirono nel 1200. Questo giustifica l'arrivo di molti popoli chiamati da Greci e Romani con nomi impossibili, come i FENICI! Che invecere erano: LIBU (CARTAGINE), SAKALASA (MOZIA, PALERMO, MARSALA e SICILIA TUTTA) - LUKKA o LUCANI (CLABRIA, LUCANIA, PUGLIA) - SHARDANA - DARDANI (ENEA) - TURSHA ... etc.. 

martedì 6 gennaio 2026

BUON ANNO 2026 con i libri di Leonardo Melis e con il nuovo in arrivo!

 



BUON ANNO 2026 con i libri di Leonardo Melis e con il nuovo in arrivo!

LO METTEREMO SUL WEB .. comunque puoi averlo direttamente dalll'autore con dedica e senza spese di spedizione oppure da AMAZON nello spazio di Leonardo Melis: Paolo Milia LO METTEREMO SUL WEB ..      https://www.amazon.it/stores/leonardo-melis/author/B01N44LP1Q?ref=ap_rdr&shoppingPortalEnabled=true 

martedì 16 dicembre 2025

AKILLE shardana e invulnerabile?

 


AKILLE shardana invulnerabile? 

Lo stesso Ser.Amon aveva un’armatura che ricordava quella descritta da Omero nell’Iliade, riguardo i Capi Akey o Teucri e Dardani. Corazza in bronzo, schinieri in bronzo, scudo rotondo, talmente grande che quando Diomede saliva sul carro Omero afferma che “Lo scudo sulle spalle gli dava fastidio al tallone”; tanto era gigantesco. Pensiamo ad Akille, forse il più descritto dal Vate: egli era considerato invulnerabile, non certo per la storiella raccontate della sua immersione nel fiume Stige da parte della madre. Era invulnerabile o ritenuto tale per un semplice motivo: l’armatura in bronzo lo ricopriva totalmente, elmo, corazza, schinieri … proprio gli schinieri lo lasciavano scoperto nella parte posteriore: il tallone! Non è affatto una nostra teoria, è lo stesso Omero a scriverlo nell’Iliade, ove infatti è ferito durante un duello con un Trojano. Vediamo.

            Asteropeo, figlio di Pelegone, sfida Achille nei pressi del fiume Scamandro (ILIADE  libro XXI 160-165): «Asteropeo l’eroe , con due lance insieme perché era ambidestro, colpì con l’asta lo scudo ma non lo trapassò, lo trattenne l’oro dono del Dio. Con l’altra lo colpì di striscio al gomito del braccio destro, ne spicciò sangue denso», (da ILIADE, traduzione Giovanni Cerri).

            Che poi Paride Alessandro lo mettesse fuori combattimento ferendolo al tallone, lo abbiamo spiegato sopra perché. Ne sappiamo qualcosa anche noi che, dopo aver fatto ogni sorta di sport fino agli anni 60, un semplice movimento brusco ci fece saltare il Tendine … d’Akille appunto! Mettendoci fuori gioco per mezza dozzina di anni e recuperando solo in parte i movimenti di andatura … normale. Pensiamo solamente a un guerriero come Akille … e sappiamo cosa può aver significato per lui. Ecco! Akille, se non era un Akayasa era un guerriero comunque dei Popoli del Mare, magari un Denen, non cambia affatto. La sua armatura rispecchia quella di Ser.Amon, anch’egli dell’Etnia dei Popoli del Mare: Sardana, parente dei Denen e degli Akayasa.

Da: "I POPOLI del MARE, Sisara eroe shardana in Israel! 

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sabato 13 dicembre 2025

LE ASSASSINE della STORIA: JAEL

 


LE ASSASSINE della STORIA: JAEL 

<Dal Libro dei Giudici: “La tribù di Dan non si era ancora stabilita, ma occupò Kanaan. Mandarono 5 forti guerrieri a esplorare, lì trovarono un sacerdote levitico dei loro (della Tribù di Dan, N.d.A.) a casa di un certo Milcah e gli chiesero come mai si trovasse da quelle parti, egli rispose che Milcah lo pagava per fare il sacerdote nella sua casa e per la sua gente. Essi gli chiesero se Dio era con loro, egli rispose che avevano la Sua benedizione. Proseguirono e trovarono una ricca città abitata da gente pacifica. Tornati dai loro, riferirono quanto visto e i figli di Dan si armarono in seicento e partirono. Giunti presso Cariath-Jarim si fermarono e posero il campo e diedero a quel luogo il nome di Campo di Dan. Poi proseguirono e giunsero alla casa di Milcah dove trovarono ancora il giovane levita. Alcuni di loro presero le statue, l’Ephod e gli idoli e con dolci parole chiesero al giovane di seguirli dicendogli che era meglio fare il sacerdote per un’intera tribù che per un uomo solo. Egli convinto li seguì, ma Milcah con la sua gente inseguirono i figli di Dan per farsi restituire gli idoli e il sacerdote. Ma i figli di Dan dissero loro di non osare più proferir parole nei loro confronti, se non volevano avere contro uomini corrucciati e dediti alla guerra. Così proseguirono verso il paese di Lais che conquistarono distruggendo la città e passando a fil di spada gli abitanti. Da allora Lais si chiamò Città di Dan e Jonathan e la sua stirpe divennero i sacerdoti dei loro idoli.” (Judici XVIII).>

Judici IV-V: ”Jabin, un re cananeo, che regnava in Asor e aveva per condottiero dell’esercito Sisara (Un generale dei mercenari Shardana di stanza in Palestina per conto dei Faraoni, n.d.A.) che abitava in Aroset Goim, forte di 900 carri ferrati, oppresse duramente i figli d’Israele per 20 anni.... In quel tempo era Judice in Israele Deborah... giudicava le cause fra Rama e Bet-El sui monti di Efraim... Deborah andò con Barak in Qades, radunò Zabulon e Neftali, 10.000 combattenti”. A causa dello straripamento di un torrente, i carri di Sisara si impantanarono ed egli fu sconfitto. Ma nel Cantico di vittoria che segue alla battaglia, Deborah si lamenta:E Dan perché se ne sta sulle navi?Aser ha preso dimora sul lido del mare e nei suoi porti vive tranquillo...”   

La conclusione è ancora più amara, per la fine che fece Sisara, tradito dalla moglie di un suo amico che violò la più sacra delle regole: quella dell’Ospitalità. Una regola che Sisara, uno Shardana, credeva inviolabile. Questa regola fu invece violata da una “benedetta fra tutte le donne”, come la Bibbia definisce Jaele, moglie di Eber il kenita amico di Sisara. Questa poco affidabile signora accolse Sisara che cercava scampo al massacro e lo avvolse in una coperta dopo avergli offerto una ciotola di latte (segno della sacra ospitalità. in realtà si trattava di latte acido o casu axedu shardana). Quando Sisara, sentendosi al sicuro, si addormentò, la brava Jaele, prese un martello e un picchetto della tenda e glielo piantò nella tempia. La beffa più grande è che la Bibbia si cura di annotare che “Vi era pace tra Jabin e Eber il Kenita”. Un tradimento della peggior specie! Oltretutto Jaele non era ebrea e non aveva alcun motivo, se non il tradimento, per uccidere l’amico del marito. Dal cantico di Deborah si intuisce il tradimento e l’azione malvagia anche se parzialmente mascherata dalle lodi: A chi chiedeva il latte, in un piatto principesco presentò la “panna” (Latte acido). Ma la sinistra impugnò il piolo, la sua destra il martello da fabbro” Quanto aggiunge dopo il Testo ci piace ancora meno: “Affacciata alla finestra  la madre di Sisara sospirava: perché tarda a venire il suo carro? Una sua ancella risponde: Certo raccolgono e dividono la preda, una fanciulla, due fanciulle per ogni guerriero … un vestito, due vestiti per Sisara...” il Cantico quindi aggiunge: “Così periscano tutti i tuoi nemici o Signore!” Quasi compiacendosi del dolore della Madre di Sisara.

Da. “I POPOLI del MARE. SISARA eroe Shardana in Israel”