Il BLOG ufficiale del Libro che ha cambiato il modo di scrivere la storia in questo millennio. Il libro che ha varcato i confini della Sardinia, dell'Italia e dell'Europa. La Storia riscritta del Mediterraneo e dell'Oriente antico. La storia di un popolo già Antico per gli Antichi: i SHARDANA.. i Popoli del Mare
giovedì 20 agosto 2026
NURAGHE ASULU, scoperta di Leonardo Melis
martedì 28 luglio 2026
PER SORRIDERE UN POCO (a DENTI STRETTI) sui "FENICI"
PER SORRIDERE UN POCO (a DENTI STRETTI) sui "FENICI"
(Da un nostro precedente articolo)
<I FENICI non chiamavano se stessi “FENICI”, anzi, in “LINGUA FENICIA” si scriveva: KN.NM (Cananim, ossia Cananei) che spiega l’inghippo che qualcuno volle creare agli inizi del secolo scorso. In particolari alcuni studiosi Ebrei, con dei motivi legati probabilmente a una nascita di uno stato ebraico in Palestina, ossia la terra dei Pheleset (gli Ebrei infatti erano i Judei o abitanti di Juda della diaspora al tempo dei Romani) . Gli studiosi infatti li posizionano nella SIRO-PALESTINA, in corrispondenza dell’attuale LIBANO fin dal XII sec. a.C. La stessa data dell’Insediamento dei Popoli del Mare, dopo gli accordi con RAMESSE III che, in cambio della salvezza del trono e del regno Egizio, dovette cedere le provincie dell’Impero: SINAI e SIRO/PALESTINA. Ne è prova l’elenco delle città attribuite a questo fantomatico popolo: AKKO (S. Giovanni d’Acri), Gazza, la stessa Tiro etc. Città queste abitate dai Popoli del Mare e citate dai documenti egizi, come spesso abbiamo sottolineato in altri capitoli. “Ad Akko, sotto Tiro, abitano i Sardana” (Onomastico di Amenemope)… A Byblos abitavano i Tjekker, come a Dor (Il viaggio di Wen.Amon). A Gaza i Phelset.. e a Tiro i Libu… tutto ciò fino al 8° sec. a.C. … casualmente la datazione della “comparsa dei Fenici (i Pellerosa) citati dai Greci.
Lo Stato del Grande Libano fu uno Stato,
formalmente autonomo, che faceva parte della Siria mandataria (allora amministrata dalla Francia sotto un regime giuridico internazionale di mandato
della Società delle Nazioni) dal 1920, e che prese il nome di Repubblica Libanese nel 1926. Le frontiere geografiche del «Grande Libano» corrispondono
all'incirca a quelle dell'attuale Libano. Terminò formalmente il 22 novembre 1943 con l'indipendenza
della Repubblica del Libano.
Il Fenicianesimo è una forma di nazionalismo libanese adottata da alcuni esponenti libanesi,
soprattutto cristiani maroniti, al momento dell'istituzione del Grande
Libano,[1] rivendicando l'identificazione della
nascente nazione libanese con l'eredità storica e culturale degli antichi Fenici.
Il professore universitario olandese Leonard C. Biegel, nel
suo libro del 1972 Minorities in the Middle East: Their significance as
political factor in the Arab World ha coniato il termine Neo-Shu'ubiyya per denominare i tentativi moderni dei nazionalismi non arabi
alternativi nel Vicino
Oriente, ad es.
l'Arameanesimo, l'Assirianesimo, alcune forme del nazionalismo siriano, il nazionalismo curdo, il Berberismo, il Faraonismo e il Fenicianismo, appunto.>
*** Fonti WIKIPEDIA E ALTRE RICERCHE; vedi: (I POPOLI del
MARE, SISARA ED. 2023)
domenica 12 luglio 2026
Un RE, TEMPLARE, SANTO e SCONOSCIUTO in SARDINIA ...
Nel nostro
viaggio di studio in Camargue, nell’estate del 2008, volemmo visitare i luoghi
dei Crociati e gli amici che ci accompagnavano vollero mostrarci la Chiesa di Aigues Mortes, da dove i Crociati
ricevevano i Sacramenti prima di prendere il mare per la Terra Santa. Qui S. Luigi
IX fece incidere la lastra con la preghiera e con il motto “Dieu le veut”. Quel che però apprendemmo da qualcuno
degli accompagnatori fu il racconto di “Un
Re Santo che venne dalla Sardinia a sostituire Bernardo di Clairvaux dopo la
sua morte”. Noi sappiamo che in Sardinia di Santi presunti ve ne sono a
profusione, ma il Santo unico e documentato storicamente come sardo è quel
fraticello che visse nel borgo dove oggi noi abitiamo: Ignazio da Laconi. Con nostro grande stupore, gli amici ci
documentarono che quel Santo che essi veneravano era un Re vero, un Crociato e
Templare, la cui immagine è esposta nella Cattedrale di Citaux, con la dicitura
“Gonarius Rex Sardinia”.
Gonario, Judike
di Torres, nasce da Costantino di Torres nel 1114. Il padre si fece monaco
cistercense (e già qui abbiamo la spiegazione di quanto gli amici Francesi
asseriscono sulla sua amicizia con Bernardo di Clairvaux) e il tutore di
Gonario, membro della potente famiglia degli Atena, tenterà di ucciderlo, dopo
aver avvelenato Costantino(?). Un fedele amico del padre, certo Ithokor Gambella, lo porterà in salvo a
Pisa. Nella città toscana conoscerà Bernardo nel 1132. Al rientro da
Pisa, dopo aspre battaglie, sbaragliò i suoi nemici. Ripreso possesso del
trono, cominciò a realizzare santuari dedicati a Nostra Signora. Cominciò
col restaurare
Da:- https://www.amazon.it/POPOLI-DEL-MARE-MIE-SCOPERTE/dp/B0DDH3S5QX
venerdì 3 luglio 2026
I Popoli del Mare e Mosè l'Egizio
lunedì 29 giugno 2026
Bandiera Sarda, la Legge
Bandiera Sarda, la Legge
caso della Bandiera Sarda non si può
classificare come scoperta, ma è più di una scoperta. Sio tratta infatti di una
battaglia condotta da alcuni amici e compagni di partito degli anni in cui la
Politica aveva ancora la “P” maiuscola. Vogliamo raccontare i fatti che ci
vedono fra i protagonisti della battaglia; perché di battaglia si trattò. Negli
anni 1980-90.
Noi eravamo allora “Consigliere Nazionale” del Partidu Sardu (Psdaz) e spesso alle
riunioni di questo consiglio prendevamo la parola per fare quanto Catone il Censore faceva dopo la seconda
guerra punica. Mentre l’illustre senatore romano chiudeva sempre i suoi
discorsi con la frase “Ceterum
censeo Carthaginem delendam esse”(E comunque ritengo che Cartagine debba essere
distrutta…), noi chiudevamo il nostro discorso nella stessa maniera, dicendo: “E
comunque sosteniamo che la legge sula bandiera va fatta”. Una battaglia durata
più di dieci anni con le reazioni non sempre positive degli ascoltatori. Finché
un giorno, in una riunione di segreteria provinciale, il Consigliere Regionale Salvatore Bonesu oggi purtroppo
scomparso, ci avvicinò e ci chiese “ Leonardo Melis, a che punto sono gli studi
sulla bandiera?”. Con meraviglia chiedemmo il perché di questo interesse. Ci
rispose che se potevamo fornire una bozza degli studi, si poteva provare a
proporre un Proposta di Legge. La
bozza l’avevamo sempre in tasca. Così il Bonesu propose la Legge in Aula, in
Regione, ottenendo un consenso di maggioranza con una percentuale enorme. Nel
frattempo, Carlo Mura sindaco di
Samugheo tempestava la diga dell’Omodeo sul fiume Tirso con i drappi della
nuova bandiera in occasione della visita del Presidente Scalfaro nel gennaio del 1997. Chicco
Frongia, Consigliere della provincia di Cagliari esponeva per primo il
Drappo nel balcone di un edificio pubblico.
Antonio Delitala Segretario del Partito Sardo, organizzò una festa
memorabile a Villa D’Orri, la magnifica residenza dei Marchesi Manca di
Villaermosa che ospitò ai primi del 1800
il Re Carlo Felice e la sua corte in esilio. Leonardo Melis era chiaramente il ricercatore storico e uno dei
promotori più attivi con le sue conferenze e gli interventi in Consiglio
Nazionale.
Fu così che nell’Aprile del 1999, precisamente il 15 del mese, fu pubblicata la Legge Regionale n. 10 che ufficializza
la Bandiera Sarda con i 4 mori che hanno
tolto la Benda dagli Occhi, impostagli dai Savoia, forse per disprezzo. Per
disprezzo certo, e possiamo provarlo con i nostri studi e persino con le
immagini storiche.
"I popoli del Mare, le mie Scoperte"
www.shardana.org
lunedì 15 giugno 2026
ERRORI STORICI o DOTTRINE volutamente fuorvianti?
ERRORI STORICI o DOTTRINE volutamente fuorvianti?
Chiaramente ne è piena la cosi detta
STORIA UFFICIALE che purtroppo riempie i nostri testi scolastici. Volutamente
“voluti” da decreti di precisi periodi storici, come quelli dettati dal
MINCULPOP di fascistica memoria. Il
MINCULPOP era un ministero della “Cultura Popolare” voluto per la “Gloria di
Roma” a cui il Ventennio si ispirava. L’intento poteva anche essere
“giustificato” a far sparire tutti i TESTI che non fossero ROMANI o almeno GRECI. Il guaio è che
Roma e la Grecia Classica nascevano intorno al 8° sec. a.C. e questo annullava ogni presunta Civiltà
precedente del Mediterraneo.. con le conseguenze che stiamo solo ora scoprendo
e cercando di correggere.
Altro guaio è quello storico-religioso
che per quanto ci riguarda è dovuto soprattutto alla Bibbia ebraico/cristiana. Guaio
che oggi è peggiorato con la politica di alcuni stati che si ispirano alla
storia contenuta appunto nel libro guida, che per alcuni è derivato
direttamente da Dio stesso! Per quest’ultimo caso faremo delle precisazioni
usando spesso la Bibbia stessa, spesso raccontata male, più o meno Volutamente.
1) LA Questione
“FENICIA” che ci perseguita dagli anni delle Elementari ad esempio è una
semplice invenzione creata nel 1947 e mai corretta o cancellata. Come invece
precisiamo nella locandina << Il Fenicianesimo è una forma di nazionalismo libanese adottata da alcuni esponenti
libanesi, soprattutto Cristiani Maroniti, al momento dell'istituzione del
Grande Libano,[1] rivendicando l'identificazione della nascente nazione
libanese con l'eredità storica e culturale degli antichi “Fenici”(K.N.N.M).>>
2) LA TERRA
PROMESSA agli Ebrei, seppur promessa lo fu, non fu però mai CONQUISTATA, come
invece è scritto nel libro di JOSUEH. Conquista smentita dalla stessa Bibbia
nel libro (JUDICI:
I – 21-36)
Guardando la cartina a fianco leggiamo
una situazione geografica diversa da quella dei testi “ufficiali”. Non è nostra
invenzione, ma frutto delle notizie fornite dagli Egizi. I Popoli del Mare, dopo la distruzione delle rocche di
comando dei vari Imperi dell’Età del Bronzo, vedi: Tirinto, Micene, Troia,
Hattusa, Ugarit e città Kananee, attaccarono l’Egitto di Ramesse III e,
nonostante le dichiarazioni vittoriose postume del sovrano, lo costrinsero a firmare
un patto ove l’Egitto cedeva le provincie dell’Impero per salvare Almeno il
Regno. Così le provincie di Sinai, Siria e Palestina furono cedute agli
invasori, i quali poi colà si insediarono per circa 400 anni. I Testi egizi
confermano tale situazione nei vari documenti, come il Papiro Anastasi, L’Onomastico di Amenemope, il viaggio di Wen.Amon
etc. Quindi possiamo descrivere, partendo dal basso:
-
La Pentapoli: abitata dai Pheleset,
che diedero il nome alle città, Giaffa, Asdod, Ascalon e Gaza, e al territorio
che da loro prese il nome di Palestina.
-
Più in alto Dor e Byblos,
abitate dai Tjekker.
-
Akko (S. Giovanni d’Acri e Aroset
Goim (Al Awaht), abitate dai Shardana.
-
Azor abitata
dai Shakalasa.
-
Tiro abitata
dai Libu.
-
Dan (Lais) abitata
dai Sardana della Tribù di Dan.
-
Da:
“I Popoli del Mare, Sardana antichi Re” - www.shardana.org
venerdì 5 giugno 2026
SHARDANA in SARDINIA L'ATTESA
SHARDANA in SARDINIA L'ATTESA
martedì 2 giugno 2026
Gli ULTIMI .... pubblicati
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venerdì 29 maggio 2026
Anfora s’Arcu ‘e is Forros
Come sospettavamo, ad agosto 2012 è uscito l’articolo su
una rivista archeologica bimestrale italiana. Recante le immagini
della Scritta e di altro. La scritta è incisa su un’anfora “precotta”
ed è definita dalla firmataria (l’archeologa che ha combinato tutto
questo trambusto) “Scritta Philistea o Fenicia”, datata (l’anfora,
crediamo) al IX – VIII sec. a.C..
Ma che ci facevano i Philistei sulle montagne d’Ogliastra,
ove manco le legioni romane osarono mai inoltrarsi? Secondo
l’illustre Filologo orientale Giovanni Garbini che avrebbe studiato
la scritta “Fenicia” dell’anfora “Nuragica” Presentata all’Accademia dei Lincei:
“Una presenza Levantina era… presente su tutta l’Isola fin
dal XIII sec. a. C. … I Coloni “fenici” presenti nella costa Sud-Occidentale
dell’Isola furono preceduti da altri Fenici(!), affiancati
da Philistei(!!) E come questi vivevano nei Nurakes insieme agli
indigeni locali(!!!). .. Nel Nurake Nurdòle è presente una scrittura
Philistea la quale prova che quando fu costruito il
Nurake… i Philistei erano presenti(!!!!)”…A noi le stupidaggini non piace raccontarle e colleghiamo il tutto al popolo che risiedeva in quel tempo in Sardinia da padroni, visto che le hanno anche dato il nome. I Pheleset in Sardinia ci sono stati, come ospiti dei padroni di casa: i Shardana. Di cui erano consanguinei e quindi anche con la stessa Cultura e Scrittura. Se la scritta l’avessero rinvenuta in Palestina, potevamo dire che si trattava di scrittura sardana? Certo “anche” Sardana, ma prima di tutto Peleset. Visto che vi abitava no i Pheleset. Invece, poiché la brocca risulta essere “Nuragica” quindi sarda, si giustifica la scritta Pheleset con l’affermazione: “La scritta fu fatta dopo la cottura!” (Archeologia viva,
settembre-ottobre 2012)
martedì 26 maggio 2026
INTERVISTA di Antonello Lai di TCS a Leonardo Melis. SECONDA PARTE
2269 visualizzazioni 31 ago 2016
INTERVISTA di Antonello Lai di TCS a Leonardo Melis. SECONDA PARTE
Leonardo Melis. Sulle ultime scoperte: Città sulla Jara, Città sommersa di 9000
anni. Statue di Mont'e Prama, Il prossimo libro . "UN CARO SALUTO
NOSTALGICO ad ANTONELLO che oggi non c'è più .. BRAVA PERSONA e giornalista
VERO che si batteva per i "MINORI" e gli esclusi... SALUDE ANTONELLO
..! "................................................
I LIBRI di LEONARDO MELIS su AMAZON : https://www.amazon.it/s?k=leonardo+me...
Riepilogo del video creato con l'IA
La qualità e l'accuratezza possono variare.
<Leonardo Melis analizza le controversie
sull'archeologia sarda, discutendo le scoperte relative ai Shardana e il ruolo
delle istituzioni ufficiali. Attraverso il racconto di ricerche personali e
studi internazionali, viene esplorata una narrazione storica alternativa che
sfida le datazioni accademiche consolidate in Sardegna>
mercoledì 20 maggio 2026
1.100 a.C. "Knn.m" il naufragio,
1.100 a.C. "Knn.m" il naufragio,
La Flotta arrivò facilmente a Ofir,
come da racconti tramandati dai Greci, dagli Egizi, dalla Bibbia etc. Per un
anno si fermarono a rinforzare le fortificazioni antiche di 2-300 anni. Mentre
gli operai specializzati estraevano i minerali, in primis lo Stagno, altri facevano i turni di
guardia e altri ancora provvedevano al sostentamento; fra questi sappiamo che
vi erano anche donne, che saranno citate nel naufragio della nave ammiraglia.
Al secondo anno di scadenza, puntualmente
nel mese di Nisanu, la flotta sotto il comando di Kareh figlio di
Sisara, ripartì doppiando quello che oggi si chiama Capo di Buona Speranza.
L’ammiraglio fece annotare che “Il sole splendeva stranamente alla loro
destra durante tutto il viaggio verso il Mare d’Occidente”.
Doppiato felicemente il Capo, una
tempesta improvvisa cominciò a infuriare facendo dividere le navi. La nave
ammiraglia fu presa da quella che chiamiamo oggi La Corrente Subequatoriale. La
nave fu portata dalle onde verso le coste di un mondo sconosciuto, presso la
riva di un grande fiume. Questo fiume fu battezzato 2500 anni più tardi con il
nome di Salimoes dai navigatori
Portoghesi (Salomone?). Parliamo proprio dei Rio delle Amazzoni. I Portoghesi
erano a conoscenza di questa storia? La pietra, il documento riprodotto e della
sua traduzione, parlava chiaramente della flotta e del naufragio al ritorno da
un lungo viaggio. <Siamo KNN.M (Cananei)
di Sidone (o di Akko? Tiro?) della città del re mercante (Hiram). Giungemmo a quest’isola lontana, una terra montagnosa.
Abbiamo sacrificato un giovane … agli Dei e alle Dee celesti, nel
diciannovesimo anno del nostro re Hiram
e ci siamo imbarcati a Ezion-Geber
nel Mar Rosso. Abbiamo viaggiato con dieci navi per due anni intorno
all’Africa, quindi ne fummo separati per la mano di Baal e già non stiamo con i
nostri compagni. Così giungemmo qui, dodici uomini e tre donne, alla
isola del ferro, in una nuova spiaggia che io, l’Almirante controllo. Ma sicuramente gli Dei e le Dee ci
favoriranno.>
Da: “I POPOLI del MARE,
SISARA Eroe shardana in Israel”
shardana.org
lunedì 11 maggio 2026
NEAPOLIS ROMANA? NO! NABUI SHARDANA del X sec. a.C.
NEAPOLIS ROMANA? NO! NABUI SHARDANA del X sec. a.C.
Un amico di Oristano, Piero, ci aveva accompagnati al Museo di Cabras per vedere quello
che secondo noi era uno Djed gigantesco
spezzato lasciato in un angolo dello stesso museo. Vi forniamo
l’immagine e giudicate voi stessi amici.
Finita la visita ci propose di andare al vicino Museo di Oristano, ove
pare vi fosse una mostra sul Diluvio o qualcosa del genere. Tra mille reperti
“egittizzanti” e (naturalmente) “fenici”, ci saltò all’occhio una figura che
pareva familiare. Chiesi al mio amico di guardare meglio la didascalia e vedere
se si trattava di figura etrusca o (forse) Pheleset. Si trattava di un’urna cineraria pheleset. Il luogo del
ritrovamento era la città shardana di Nabui
ribattezzata Neapolis dagli Archeobuoni e datata (naturalmente) al VIII
sec. Ma…. Ma…
Ma la lettura della didascalia ci
diede una sorprendente informazione che la dice lunga sulla confusione mentale
dei nostri studiosi. L’urna è datata al
X sec. a.C.! Certo! I “Fenici” seppellivano Pheleset di passaggio in
una città che sarebbe nata due secoli
dopo! Ma kandu mai!







