ILIADE L'elmo di Odisseo
Dopo il ritiro di Akille con la sua "Ira Funesta" contro Agamennone che gli aveva rubato Briseide e la conseguente sconfitta nel campo di battaglia da parte dei Troiani guidati da Ettore, i capi Akey riuniti decidono di uscire in missione per vedere quali progetti hanno i nemici: si offre Diomede che sceglie come compagno Odisseo per la sua astuzia. In questa occasione Odisseo indosserà un elmo particolare che è ancora oggi conservato si nel museo di Atene, sia in due musei in Sardegna. Segno della presenza di vari Popoli del Mare alla guerra di troia, in particolare gli Akey citati da Omero come grecie i Shardana/Sardi.
Contemporaneamente Ettore invia un troiano, Dolone, a spiare i nemici, con la promessa di dargli, se farà un buon lavoro, addirittura il carro e i cavalli di Achille. Odisseo e Diomede sorprendono Dolone alle spalle, che svela la situazione del campo troiano:
mentre i Troiani vegliano, facendo la guardia, gli alleati, che sono discosti da loro, dormono; nonostante le suppliche di Dolone, Diomede lo uccide, dopo che Odisseo lo ha deriso per la sua pretesa di avere le armi di Achille.
Odisseo e Diomede, assistiti da Atena, vengono informati della presenza di Reso e dei suoi splendidi cavalli, così uccidono lui e i suoi compagni e fuggono con i cavalli. Apollo, accortosi della presenza di Atena, risveglia il tracio Ippocoonte, che dà l’allarme: Odisseo e Diomede sono però già in salvo nel campo acheo, dove vengono accolti con gioia dai compagni, e soprattutto da Nestore, meravigliato della bellezza dei cavalli di Reso.

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