lunedì 26 agosto 2024

I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE: A settembre il libro cartaceo





I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE Formato Kindle di Leonardo Melis (Autore) Leonardo Melis al Ramesseum. Qui, memore delle imprese di Belzoni che vi lasciò una delle sue firme, Leonardo scopriva nel 2009 la rappresentazione della battaglia di Qadesh con un soldato Sardana al centro della mischia. Vorremo spendere due parole sul grande Belzoni, nel quale Leonardo Melis si rispecchia, soprattutto per le sue scoperte che gli furono scippate, proprio come accade oggi a Leonardo. E pensiamo che dedicargli questo capitolo sia, oltre che giusto, anche molto attinente ai due personaggi. Ambedue misconosciuti in Italia (Leonardo i particolare in Sardegna) “perché non avevano la laurea in Archeologia”. In compenso ambedue scoprirono tanti di quei siti e reperti che tutto l’intero corpo di archeologi contemporanei non fu e non è in grado di scoprire; nonostante le “lauree”. Naturalmente il grande Belzoni scoprì una mole di siti e monumenti da far girare la testa per l’importanza che ebbero allora e ancora oggi. Naturalmente l’Egitto di due secoli fa non era la piccola Sardinia di oggi. Vogliamo dire che Belzoni ebbe si, tante difficoltà, ma anche tanto terreno vergine da … scoprire, appunto. Precisiamo allora che con questa nuova nostra fatica vogliamo elencare alcune delle scoperte più importanti fatte da L. Melis negli ultimi 20 anni e precedenti.

sabato 24 agosto 2024



Ser Amon

https://www.shardana.org/ser-amon/Ser Amon 

Di questo guerriero scrisse per primo l’egittologo Christian Jacq in una Trilogia su Ramesse il Grande. C. J. da qualcuno fu accusato di essere un romanziere, con un tono di condanna. La cosa non ci trova assolutamente d’accordo, egli era infatti un Egittologo e anche piuttosto bravo. Se noi abbiamo preso la decisione di scrivere un Romanzo, è anche grazie al suo esempio. Egli ci ha insegnato che esistono Romanzi di levatura alle volte migliore di certi saggi, se scritti da chi la materia la conosce meglio di chi la studia nei Testi Scolastici che citano solo argomenti di Storia Classica, Greca e Romana, quindi piuttosto recente e che di questi fatti poco conoscono. Fermo restando che abbiamo parecchi dubbi sulla traduzione del nome con l’assurdo Serramanna, almeno nella edizione Italiana; nome che non poteva allora esistere essendo un nome dalla chiara origine neolatina. Forse spiegato il mistero dal nome del traduttore della versione in Lingua italiana, di probabili origini sarde Francesco Saba Sardi! Forse il nostro amico traduttore voleva fare un regalo ai suoi Conterranei. Lodevole iniziativa ma errata la forma. Noi comunque lo chiameremo con il suo nome. Ser.Amon. Siamo intorno al 1279 a.C. e Ramesse è da qualche anno diventato Faraone succedendo al padre Seti I al posto del fratellastro Neb.Ka.Set, che sarà esiliato con la “sua” gente. Fra le imprese a lui attribuite ci fu questa invasione di “Pirati” Sardana di cui lui era il comandante. L’Invasione che il faraone non manca di citare nella famigerata Stele di Tanis o Stele dei Sardana: < Il vincitore dei guerrieri del mare, che lascia il Delta tranquillo, colui la cui fama attraversò il mare. I turbolenti Shardana, che nessuno aveva saputo combattere, vennero sfacciatamente sulle loro navi da guerra dal mezzo del mare e nessuno poteva opporsi a loro.> 


venerdì 16 agosto 2024

#UNTORE&C. Dopo i fatti dell’UNTORE che imperversò sul web ...




#UNTORE&C. Dopo i fatti dell’UNTORE che imperversò sul web attaccando quelli che lui prima e gli ARCHEOBUO(n)I poi chiameranno FANTARCHEOLOGI, alcuni di loro hanno continuato anche dopo l’arresto dell’NTOCCABILE malandrino. Che poi intoccabile non lo era affatto, visto che fu scoperto con i suoi complici, seppur per un caso fortuito. Alcuni di loro, tutti ARCHEOBUO(n)I con l’aggiunta di un EGITTOLOGO arrivato dopo e che alle domande sull’EGITTO risponde parlando di DINASTIE ASSIRO/BABILONESI e che sostiene che "I SARDANA sono I CORSI", alcuni di loro dicevamo, hanno continuato a imperversare con CONVEGNI fatti con soldi pubblici, smettendo dopo un paio di tentativi disastrosi. Due però, più “eroici” hanno pensato bene di prendere di mira colui che per primo scrisse di vera storia col suo libro del 2002 “SARDANA I POPOLI DEL MARE”. I DUE, un ex sovrintendente in pensione e l’egittologo che parla di Assiri, scippando un video di una conferenza di Leonardo Melis, ne hanno estratto pezzi di comodo con delle frasi, per dilettarsi a “sfottere” con appunti spesso fuori da quella che è VERA STORIA DOCUMENTATA specie egizia e che loro ignorano da sempre. L’UNTORE terrorizza ancora una parte di ARCHEOBUO(n)I coinvolti e non. COME SPIEGA LA VIGNETTA. Noi pensiamo che facciano bene a preoccuparsi, più che della GIUSTIZIA, che speriamo arrivi puntuale, si debbano preoccupare del parere della GENTE che ormai non si fa più ingannare dalle loro PATENTI e LAUREE .. che hanno sempre sventolato per cercare una RAGIONE che NON AVEVANO E NON HANNO.


mercoledì 14 agosto 2024

I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE "Misteri di Osiride, ossia l’elettricità"

 



#IPOPOLIDELMARE: LE MIE SCOPERTE. Formato Kindle
<<I Misteri di Osiride, ossia l’elettricità furono portati in Europa dalle Danaidi (ma tu guarda!). Furono conosciuti inizialmente come i misteri di Cibèle (Iside, Dea Madre), poi divennero i misteri dionisiaci con i Greci. L’appellativo di dionisiaci fu dovuto alla civiltà marcatamente patriarcale dei Greci, dai quali ereditò anche il Cristianesimo riportando i Misteri alla figura di Jesus che molto ereditò da Osiride e da Dioniso, ambedue “morti e resuscitati”. Sappiamo bene che la celebrazione dei Misteri, per i Cattolici soprattutto, cade nella settimana santa con la morte e resurrezione di Jesus. Ma cosa sono dunque i Misteri di Osiride tanto celebrati e raccontati in antichità, ma pur sempre rimasti misteriosi? Intanto dovremmo parlare di Misteri di Iside, poiché fu lei a eseguire il rito che permise la momentanea resurrezione di Osiride o di una parte di esso, tanto da dare a Iside il modo e il tempo di concepire Horus. ............ SIC. ........ La scena del rito, eseguita in laboratorio, con la presenza di assistenti di rango quali Anubi, Toth e la stessa Heket, ci ricorda i film di giovanile memoria sul famoso mostro di Frankenstein, resuscitato con lo stesso sistema adoperato in questo frangente da Iside. .......... SIC. ... Abbiamo nominato Heket e qualcuno si sarà chiesto: “chi era costei?”. Questa Dea poco conosciuta, poco vista, ma onnipresente nelle immagini delle nostre scoperte, è di vitale importanza nei riti eseguiti da Iside e da altri Dei in quanto rappresenta lo stesso Mistero o, se preferite, l’elettricità stessa. Essa infatti si presenta spesso in forma di donna, ma con testa di rana. Altre volte per intero sotto le sembianze di questo simpatico anfibio. Crediamo che Heket, come gli altri Dei sumeri ed egizi, sia stato preso a prestito da Greci prima e da Romani poi. Troviamo nella mitologia greca Ecate, anche se l’unica somiglianza ce la dà il fatto che alle volte è rappresentata con due torce in mano. Anche a Dendera la troviamo che tiene due aggeggi in mano. Sono due piume? Sono due coltelli, come alcuni studiosi sostengono, non accorgendosi però che trattasi di Heket e chiamandola impropriamente Toth? Anche la Dea dei serpenti di Creta ha la stessa postura .... >>
Da: "I Popoli del Mare, le mie scoperte" 

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lunedì 12 agosto 2024

Shardana i Popoli del Mare (Leonardo Melis): I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE

Shardana i Popoli del Mare (Leonardo Melis): I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE:   I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE Formato Kindle di Leonardo Melis <<  Leonardo Melis al Ramesseum, nella foto insieme a due guide ...

I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE


 

I POPOLI DEL MARE: LE MIE SCOPERTE Formato Kindle di Leonardo Melis

<< Leonardo Melis al Ramesseum, nella foto insieme a due guide egiziane. Qui, memore delle imprese di Belzoni che vi lasciò una delle sue firme, Leonardo scopriva nel 2009 la rappresentazione della battaglia di Qadesh con un soldato Sardana al centro della mischia. Vorremo spendere due parole sul grande Belzoni, nel quale Leonardo Melis si rispecchia, soprattutto per le sue scoperte che gli furono scippate, proprio come accade oggi a Leonardo. E pensiamo che dedicargli questo capitolo sia, oltre che giusto, anche molto attinente ai due personaggi. Ambedue misconosciuti in Italia (Leonardo i particolare in Sardegna) “perché non avevano la laurea in Archeologia”. In compenso ambedue scoprirono tanti di quei siti e reperti che tutto l’intero corpo di archeologi contemporanei non fu e non è in grado di scoprire; nonostante le “lauree”. Naturalmente il grande Belzoni scoprì una mole di siti e monumenti da far girare la testa per l’importanza che ebbero allora e ancora oggi. Naturalmente l’Egitto di due secoli fa non era la piccola Sardinia di oggi. Vogliamo dire che Belzoni ebbe si, tante difficoltà, ma anche tanto terreno vergine da … scoprire, appunto. Precisiamo allora che con questa nuova nostra fatica vogliamo elencare alcune delle scoperte più importanti fatte da L. Melis negli ultimi 20 anni e precedenti.>>