Il BLOG ufficiale del Libro che ha cambiato il modo di scrivere la storia in questo millennio. Il libro che ha varcato i confini della Sardinia, dell'Italia e dell'Europa. La Storia riscritta del Mediterraneo e dell'Oriente antico. La storia di un popolo già Antico per gli Antichi: i SHARDANA.. i Popoli del Mare
mercoledì 27 aprile 2022
martedì 19 aprile 2022
TORINO, conferenza di Leonardo Melis sui Popoli del Mare
giovedì 7 aprile 2022
MONT'E PRAMA, DOSSIER
I Popoli del Mare avevano già una statuaria prima dell’avvento nel VII sec. di quella greca? Chiaramente si. Noi lo scrivevamo ai primi anni del 2000: “la Statuaria Mediterranea è da attribuire ai Popoli del Mare secoli prima di quella greca …” E ne avemmo le prove quando qualcuno ci diede notizie su alcune casse contenenti migliaia di frammenti di Arenaria calcarea che giacevano nei magazzini del Museo Regio di Cagliari. Con la collaborazione separata di un giornalista, di un politico e di un editore, cominciammo a parlare di questi frammenti in cui qualcuno ci aveva visto delle statue molto antiche. Tanto antiche da sovvertire un’altra delle sciocchezze antistoriche dell’attribuzione della Statuaria Mediterranea ai Greci. Scrivemmo ai giornali, facemmo conferenze e tanto altro, finché un governatore della Regione si convinse a mandare i famosi cocci (4- 500 pezzi) al Centro Restauri di Li Punti (SS) con un contributo di € 1. 350. 00
Dalle ultime acquisizioni altri risultati sono
emersi con nuove statue trovate nei loculi in cui furono sepolte,
forse per sfregio e vilipendio. Alcuni nuovi personaggi ricordano, anzi sono
gli stessi dei Bronzetti Shardana
e le Guardie del Faraone
a Qadesh. La nostra datazione resta ancora oggi in dubbio tra la “Partenza” dei Popoli del Mare verso l’Oriente nel 1200 a. C. e il loro “Ritorno” nel 8° sec. a. C. Inutile
dire che le datazioni degli Archeobuoni fu immediata: “Cartaginesi del
VI sec. a. C.” sosteneva il Sovrintendente di allora. Due anni dopo
nel 1977, il suo sostituto corresse il tiro: “Fenicie del VIII sec. a. C. :”… E ti pareva!
Nel frattempo noi visitammo il Centro
Restauri a Sassari e vedemmo...
anche su AMAZON: https://www.amazon.it/Popoli-del-Mare-Mediterraneo-allOriente/dp/B09GZML5JW/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1649345580&sr=1-1-spell
venerdì 25 marzo 2022
SHARDANA e la BATTAGLIA di QADESH
SHARDANA e la BATTAGLIA di QADESH
<<Nel periodo
corrispondente al racconto biblico dell’Esodo, il grande Ramesse II, dopo
essersi più volte lamentato che “ I Shardana sono venuti con le loro
navi da guerra dal mezzo del Gran Mare, nessuno può resistergli”, li
volle come preziosi alleati contro gli Ittiti a Qadesh (ma egli stesso
raccontava che tra i prigionieri caduti in mano degli Egizi si trovavano anche gli
Shardana del mare, dal cuore ribelle, senza padroni, che nessuno
aveva potuto contrastare).
Questa battaglia è passata alla storia per essere la prima con un resoconto preciso e una descrizione dettagliata, inoltre tale avvenimento fu seguito dal primo trattato internazionale di cui si conoscano le clausole. Resoconto della battaglia dal “Poema di Pentaur”, dal nome dello scriba che trascrisse su papiro i testi delle iscrizioni del tempio di Ramessu II ad Abidos, del tempio di Karnak, del tempio di Luxor e le iscrizioni in grafia ieratica del Papiro Sallier III: - -
“Ingannata da false spie catturate presso il fiume Oronte e interrogate circa la consistenza dell’esercito di Hattusa, la divisione Ra, comandata da Ramessu in persona, con la divisione Ammone, attraversano il fiume, (con loro un contingente della guardia scelta di Shardana N.d.A.). Le altre due divisioni, Set con la nuova creata dallo stesso Ramessu, Ptah, restano indietro. Ramessu lancia l’attacco in testa all’esercito come sempre, a bordo del suo carro da guerra, ma deve fermarsi impietrito: dal fitto bosco escono sulla radura migliaia di carri ittiti affiancati dai Siriani e da numerosi altri alleati. Muwattali re di Hatti era riuscito a formare la più grande coalizione mai vista fino ad allora per distruggere l’Egitto una volta per tutte. La Storia parla di 15 tra province e regni alleati, di oltre 37.000 uomini armati, di 3500 carri da guerra, quei carri di cui anche nella Bibbia si parla con terrore. Il faraone disponeva di quattro divisioni composte da 5.000 uomini ciascuna, di cui i due terzi erano mercenari: 1.600 Qeheqs (beduini del deserto occidentale), 880 arcieri Nubiani, 100 Meswesh (Libici) e 520 Shardana, questi ultimi avevano anche il compito di guardia personale di Ramessu. I carri di cui disponevano gli Egiziani durate il primo scontro erano in numero di circa 300, quindi infinitamente inferiori alle forze ittite. Il giovane faraone angosciato alza i suoi lamenti: “vedete come hanno agito i capi? Essi hanno detto al faraone, tramite le spie catturate, che il vinto Hatti era nel Paese di Aleppo, essendo fuggito davanti alla mia maestà... mentre si nasconde dietro Qadesh l’agguato”. Gli Ittiti devastano il campo di Ramessu, ma ciò fa rallentare la loro azione. Ramessu, radunata la sua guardia scelta, si lancia in un disperato attacco e il suo carro fa strage dei nemici.”
– L’arrivo delle truppe ausiliarie di Amurru e della divisione Ptah
respingono definitivamente il nemico, mettendo in salvo Ramessu, il quale poi
si vanterà di aver vinto una battaglia che al massimo aveva...pareggiato! Anni dopo Ramesse stipulerà volentieri un trattato di pace (il primo della
Storia) con gli Ittiti. Di questo trattato esistono due copie: una egizia e una
ittita>>
Da: “I POPOLI del
MARE, dal MEDITERRANEO all’ORIENTE” di LEONARDO MELIS – anche su AMAZON:
https://www.amazon.it/Popoli-del-Mare-Mediterraneo-allOriente/dp/B09GZML5JW/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1648198237&sr=1-1
mercoledì 16 marzo 2022
venerdì 11 marzo 2022
martedì 1 marzo 2022
UCRAINA, figlia del DNIEPR
UCRAINA,
figlia del DNIEPR.
Come l’Egitto
era figlio del Nilo, così l’Ucraina e non solo, era figlia del Dniepr già dal
2200 a.C. Dalla foce di questo fiume passarono “coloro che fuggirono da Ur”, per risalire il fiume e proseguire,
dopo 200 km di “navi in spalla” attraverso la “Via delle navi” nell’attuale Bielorussia, verso il Golfo di Riga e
uscire nel Baltico. Vediamo quanto accadde, leggendo il libro “Popoli del Mare, dal Mediterraneo all’Oriente”
di Leonardo Melis.
< Durante forse l’invasione dei barbari Gutei ci fu l’Uscita
da Ur di Terah (Tare) e della sua famiglia, fra cui Abram, Loth, Sarai,
e gli altri figli e nipoti, e con tutta la sua gente. Partirono in direzione
Nord verso la città gemella di Ur, dove si venerava il Dio Sin: Harran. La storia e anche la Bibbia confermano questo viaggio verso Nord.
Abram e i suoi figli e nipoti torneranno ad Harran anche dopo la sua dipartita
verso l’Egitto prima e Kanaan poi;
per prendersi delle mogli (Isacco, Giacobbe … Esaù). In pratica, seguendo la
Storia e lasciando per un momento i racconti biblici, alla morte del patriarca
sacerdote di Sin, il saggio Terah, ci fu una divisione e alcuni presero vie
diverse da quelle del gruppo di Abram. Alcuni proseguirono verso Nord e nel Mar
Nero, alla foce del Dniepr chiamato allora Boristene,
armarono delle flotte e veleggiarono risalendo il Dan.ubio. Altri il Dniepr stesso proseguendo per il Dvina e sbucando nel golfo di Riga per
poi insediarsi nel Baltico. Questi ultimi saranno gli antenati delle genti Irlandesi, Danesi, Norvegesi; mentre
gli altri che colonizzarono il Danubio li conosciamo come Galli o Celti.>
Per la cronaca, 2800 anni dopo i Vichinghi fecero questa “via
delle Navi” al contrario, quando tentarono la conquista di Costantinopoli.
Da: “POPOLI del MARE, Dal Mediterraneo all’Oriente” di
LEONARDO MELIS



