HEKKET l'Elettricità e i Misteri di Osiride
Vediamo ora qualche immagine a riguardo di ciò che abbiamo descritto, cominciando dal rito di resurrezione di Osiride.
Nelle immagini appare Osiride sdraiato nel suo letto di morte con Iside da un lato e qualcosa o qualcuno che ci sorprenderà assai dal lato opposto del giaciglio. Nella prima immagine Iside assiste ai preparativi degli assistenti, fra cui si riconoscono Anubi e Toth. Le ultime scoperte ci hanno portato a identificare anche il terzo personaggio in piedi a destra di chi guarda l’immagine sopra. Si tratta di un Dio femmina: Heqet. Ebbene, Heqet era la Dea Rana! Con la testa di rana. Essa, infatti appare nel disegno totalmente con le sembianze di una rana, ai piedi del letto di Osiride.
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Nella seconda Iside è sola in capo al letto, mentre sul corpo di Osiride svolazza un falco in sequenza. Uno dei falchi si posa sul membro di Osiride. Si tratta di Iside stessa che si accoppiò con lo sposo in forma di falco, appunto. Vediamo, infatti che la mummia di Osiride ha nel secondo disegno il membro eretto, segno della “Resurrezione” riuscita. Risultato della “magìa” di Iside con il prezioso aiuto di Heqet e del suo dono: l’elettricità. Siamo sicuri che Galvani sicuramente, ma anche Volta e Marconi saprebbero dare una immediata spiegazione della strana presenza della “Dea Rana”. Dea Rana che risulta raffigurata anche nel tabernacolo dell’Arca, anzi nella copia dell’Arca presente ad Abydos. La rana al posto della gigantesca sfera che sovrasta l’Arca nel nostro tempietto! Un generatore di corrente per imitare l’altro generatore usato da coloro che gli uomini credevano essere Dei. Inutile a questo punto fare commenti. Invitiamo solo l’amico lettore a notare che anche qui, come in altre raffigurazioni precedentemente proposte, il gonnellino dell’offerente è visibilmente attratto dall’elettricità sprigionata dall’Arca con dentro la rana. “Ozah stese la mano all’Arca di Dio e vi si aggrappò, perché i buoi l’avevano fatta barcollare. Ma il Signore si sdegnò contro Ozah: lo percosse e Ozah morì presso l’Arca di Dio” (II Samuele: VI-6)… una scarica elettrica di micidiale potenza!
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Non ci paia bestemmia quanto scriviamo, si tratta solo di giustificare fatti che con Dio non hanno niente a che fare e che caso mai sarebbe bestemmia attribuire a Dio stesso. Il quale, crediamo non avesse certo in mente di uccidere un poveraccio che aveva solo voluto salvare l’Arca da una caduta rovinosa provocata da uno sbandamento del carro. Purtroppo non è l’unico episodio di uccisione di incauti e inesperti manovratori dell’Arca citato dal Sacro Testo. La spiegazione da noi fornita sull’elettricità dell’Arca non ci deve quindi sorprendere o scandalizzare. Già dalle scuole elementari si sa che Galvani scoprì l’elettricità sul corpo di una rana. Averla sostituita quindi al generatore (la sfera) presente sull’Arca del tempio significava solo quello che significa. Non a caso l’Arca era sacra ad Egizi e ai seguaci di Mose poi. Mentre la rana era addirittura considerata un Dio e venerata come tale.
Riportiamo alcuni brani su
Galvani e il suo esperimento tratti da Wikipedia, la preziosa enciclopedia del
web: <<Dissecai una rana, la preparai e la collocai sopra
una tavola sulla quale c’era una macchina elettrica, dal cui conduttore era
completamente separata e collocata a non breve distanza; mentre uno dei miei
assistenti toccava per caso leggermente con la punta di uno scalpello gli
interni nervi crurali di questa rana, ad un tratto furono visti
contrarsi tutti i muscoli degli arti come se fossero stati presi dalle più
veementi convulsioni tossiche. A un altro dei miei assistenti che mi era più
vicino, mentre stavo tentando altre nuove esperienze elettriche, parve di
avvertire che il fenomeno succedesse proprio quando si faceva scoccare una scintilla dal conduttore della macchina.
Ammirato dalle novità della cosa, subito avvertì me che ero completamente
assorto e meco stesso d’altre cose ragionavo. Mi accese subito un incredibile
desiderio di ripetere l’esperienza e di portare in luce ciò che di occulto
c’era ancora nel fenomeno.>> (Luigi
Galvani).
Da: “Sardana. I Custodi delTempo” di Leonardo Melis (Amazon

