TEMPLARI a LACONI? No! ... Ni ... SI!!
Nella nostra conferenza ripresa dalla Troupe della TV francese "FRANCE
5", davanti a un pubblico di centinaia di persone alle TERME di SARDARA il
15/X/2026 arrivammo a parlare di un personaggio che io stesso scoprii in
Francia, grazie agli amici della CAMARGUE. Precisando alcune cose che
riguardano il paese dove oramai viviamo da oltre 45 anni: LACONI!
A Laconi qualcuno scrive dei Templari … Vediamo.
-
Croci Patenti sui Muri: ci sono, ma le troviamo in ogni dove anche in altri
paesi.
-
Baphomet: ne scoprii due io e subito cercarono di sostenere la “non
antichità” delle sculture.
Nel nostro viaggio di studio in Camargue,
nell’estate del 2008, volemmo visitare i luoghi dei Crociati e gli amici che ci
accompagnavano vollero mostrarci la Chiesa di Aigues Mortes, da dove i
Crociati ricevevano i Sacramenti prima di prendere il mare per la Terra Santa.
Qui S. Luigi IX fece incidere la lastra con la preghiera e con il motto “Dieu
le veut”. Quel che però apprendemmo da qualcuno degli accompagnatori
fu il racconto di “Un Re Santo che venne dalla Sardinia a sostituire
Bernardo di Clairvaux dopo la sua morte”. Noi sappiamo che in Sardinia di
Santi presunti ve ne sono a profusione, ma il Santo unico e documentato
storicamente come sardo è quel fraticello che visse nel borgo dove oggi noi
abitiamo: Ignazio da Laconi. Con nostro grande stupore, gli amici ci
documentarono che quel Santo che essi veneravano era un Re vero, un Crociato e
Templare, la cui immagine è esposta nella Cattedrale di Citaux, con la dicitura
“Gonarius Rex Sardinia”.
Gonario, Judike di Torres, nasce da Costantino di Torres nel 1114. La famiglia, come
tutti i Judex Sardi arrivava dalla famiglia DE LACON! Il nome indica
chiaramente la provenienza dal territorio ove oggi si trova il paese di Laconi!Anzi
noi pensiamo il contrario: il nome al territorio glielo diedero loro; questi
Arconti che scelsero di restare in Sardinia, dopo il ritiro dell’esercito Bizantino. Pensiamo che la loro
patria d’origine fosse. Greca! Anzi della Laconia!
Il padre si fece monaco cistercense (e già qui abbiamo
la spiegazione di quanto gli amici Francesi asseriscono sulla sua amicizia con
Bernardo di Clairvaux) e il tutore di Gonario, membro della potente famiglia
degli Atena, tenterà di ucciderlo, dopo aver avvelenato Costantino(?). Un
fedele amico del padre, certo Ithokor Gambella, lo porterà in salvo a
Pisa. Nella città toscana conoscerà Bernardo nel 1132. Al rientro da Pisa,
dopo aspre battaglie, sbaragliò i suoi nemici. Ripreso possesso del trono,
cominciò a realizzare santuari dedicati a Nostra Signora. Cominciò col
restaurare la Basilica di Saccargia, costruita alla sua nascita. In
questa chiesa farà sistemare un simulacro della Madonna Nera.
Successivamente realizzerà il primo dei santuari e forse il più caro alla gente
sarda. Il santuario di Monte Gonare. Una “Kumbessìa” o Muristene
costruito sopra un pozzo sacro dedicato alla Dea Madre. Muristene era
anche la costruzione esistente nel sito dove fu costruita Saccargia. I
Muristenes, o Kumbessìas come sono chiamati nel Sud Sardinia, sono delle
costruzioni composte di piccole dimore che circondano un santuario in piena
campagna. I Sardi, oggi come ieri, vi si recano in occasione della Festa. E’
d’uso dormire almeno una notte nel Muristene, memoria delle usanze dei tempi
degli Avi Sardana. i Sardi però solitamente trascorrono l’intero novenario
mangiando bevendo e pregando. Oggi come ieri. Di Deleddiana memoria è il
Muristène del Rimedio a Orosei descritto in “Canne al Vento”.
Un’usanza ancora oggi praticata dai Sardi nelle feste d’estate. Molti di questi
Muristènes sono dedicati a Nostra Signora, in memoria forse del Culto della Dea
Madre. Gonario fece costruire anche altri santuari dedicati alla Vergine, anche
negli altri Judikati (regni) di Cagliari, Arborea e Gallura, ove regnavano
altri sovrani anch’essi, forse, legati al ri-nascente Culto della Vergine
predicato da Bernardo. Fece restaurare diversi santuari applicando lo stile
gotico (S. Maria di Tergu… Saccargia stessa mostra nei capitelli dei Gargouilles
del tipo Notre Dame de Paris), Santa Maria di Paulis sarà fondata dal figlio di
Gonario con l’aiuto dei monaci di Clairvaux (nel 1205). La prima abbazia,
voluta proprio da Bernardo in visita nel Logudoro, fu Santa Maria di Capu
Abas, presso Sindia. Gonario partì soldato in Terrasanta e al rientro
incontrò ancora Bernardo a Cassino. Monsignor Filia: “Gonario, figlio
di Costantino, al ritorno dalle crociate passò dalla Puglia et de ventura dait
in una terra ue fuit Santu Bernardu de Claravalle…”. Bernardo inviò 150
monaci e 50 conversi … a Capu Abas (S. Maria di Corte) nel 1149 e
raccomandò Gonario a papa Eugenio III. Rientrato in patria, Gonario lasciò il
regno al figlio Barisone all’età di anni quaranta per seguire la chiamata del
suo amico che lo voleva a Clairvaux. Nel tragitto verso la Francia, apprese
della morte di Bernardo e visse alcuni anni da eremita in una grotta della Lunigiana.
Nel 1154 si recò a Clairvaux ove morì in odore di santità. Ultimamente abbiamo
appreso, sempre grazie agli amici della Camargue, che Gonario fu Templare e il primo successore
di Bernardo nell’abbazia di Clairvaux. In molte chiese cistercensi si può
vedere Gonario sotto il manto della Vergine insieme ad altri beati. Addirittura
in Belgio, nell’abbazia di Notre Dame di Scoumont, vi è un quadro con
simile immagine. Gonario in Sardinia è invocato nelle litanie dei Santi nella
liturgia delle chiese sarde per ordine di Mons. D’Esquivel (1622). Le tracce
dei Templari in Sardinia crediamo cominciassero proprio con Gonario.
Da: “I Popoli del Mare, le mie Scoperte” di Leonardo Melis

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