domenica 14 gennaio 2018

#STELEdiNORAeCOCCIOdiPOZZOMAGGIORE

#STELEdiNORAeCOCCIOdiPOZZOMAGGIORE

ERA IL 2009 stampavamo "SHARDANA JENESI degli  URIM" E....
<<L’incredibile Documento scritto
Poiché le… scoperte non vengono mai sole, riportiamo una
foto riferita a un reperto in terracotta presumibilmente conservato
nel Museo archeologico di Sassari o nello stesso Comune di
Pozzomajore. La foto ci fu mostrata da alcuni amici del paese in
questione. Una foto scattata forse all’atto del ritrovamento. Personalmente
non abbiamo ancora visto il reperto stesso. Dovremo
quindi far riferimento all’immagine che nel frattempo ci hanno
inviato gli amici di Pozzomajore via mail e “in forma anonima”
per evitare problemi eventuali.
Abbiamo affidato l’immagine a un amico che oggi riteniamo
la massima autorità nel campo della ricerca sulla Scrittura
Shardana (lui la chiama anche “nuragica”). L’articolo che segue è
opera sua per intero. A lui il merito di aver trovato un’ulteriore
conferma della Presenza Shardana in Sardinia e aver tradotto
un’altra scritta con il nome con cui gli antichi chiamavano questo
popolo: SRDN. Come nella stele di Nora.>> 

sabato 13 gennaio 2018

#EDENterradiDAN


#EDENterradiDAN Presso il fiume DAN.
Da "SHARDANA JENESI degli  URIM"
<<<Jenesi 2: 8-17. “In Eden nasceva un fiume che irrigava tutto il
giardino e quindi si divideva in quattro bracci. Il nome del primo
e Phison: esso circonda tutta la regione di Evila, dove si trova
l’oro. L’oro di quel paese è puro; là si trova pure la resina profumata
e la pietra onice (Sardonice?). Il nome del secondo fiume è
Gihon. Esso circonda tutto il paese di Kush. Il terzo si chiama
Tigri e scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.”>> (Nella foto tratta dal
libro di David Rohl
vediamo i fiumi
citati dalla Jenesi:
Araxes=Gihon
Kezel Uzun=Pison
Adji Chay=Dan) 

https://www.amazon.it/OANNES-Civilizzatori-SHARDANA-Jenesi-degli-ebook/dp/B00EOSDABA

venerdì 12 gennaio 2018

#NABUinSARDINIA

http://www.shardana.org/jenesi_degli_urim.htm





http://www.shardana.org/jenesi_degli_urim.htm


#NabuinSardegna, gli indizi.

-          I Testi sumeri affermano che egli “Salpò verso il Grande Mare”… “fuggì in un’isola del Grande Mare”
-          Il nome Nabu è presente in Sardinia nei toponimi e in nomi di città antiche, come Nabui.
-          La presenza di due ziggurat nell’Isola di Sardinia, al momento le uniche fuori dalla Mesopotamia, confermano che l’isola del Grande Mare, per ora, è identificabile solo con la Sardinia.
-          Akkodi/Akoddi è il nome di una delle ziggurat nei pressi di Sassari che ricorda chiaramente il nome Akkad, la patria mesopotamica dei Shardana.
-          Il culto di Enki/Ea e dei pozzi sacri è presente in Sardinia in modo massiccio, come del resto il nome stesso di Ea Con il significato di acqua. L’altro nome di Enki, Eyah, è presente nel linguaggio dei Sardi ancora oggi con lo stesso significato affermativo (Si) del nome Amon/Amen per gli Egizi (e oggi per i Cristiani)… una sorta di Si rafforzativo, come Amen (così sia!).Enki era il nonno e il capostipite della famiglia di Nabu.
-          I bronzetti shardana del II millennio raffigurano sovente personaggi della mitologia mesopotamica e anatolica. Uno di questi è Marduk. Il figlio di Enki, padre di Nabu era alle volte rappresentato con quattro occhi, quattro braccia e elmo con le corna. Un bronzetto in particolare, da noi battezzato Shardana in “I Popoli del Mare”, ci pare ricordi assai esaurientemente la descrizione di Marduk.
DA: "SHARDANA JENESI degli URIM"



mercoledì 10 gennaio 2018

#ULUBURUNNAVEdeiPOPOLIDELMARE

http://www.shardana.org/ULUBURUN%20RELITTO%20SHARDANA.htm



http://www.shardana.org/ULUBURUN%20RELITTO%20SHARDANA.htm

#ULUBURUNNAVEdeiPOPOLIDELMARE
<<Nel 1982, nel sito nominato Uluburun a 8,5 km a Sud Est di
Kas, nelle coste turche, a 45 m di profondità, il pescatore di spugne
Mehemet Cakir scopre il relitto di una nave dell’età del bronzo.
Inizialmente datato agli inizi del II Millennio dagli archeologi turchi,
il relitto fu studiato dall’Istituto di Archeologia Navale della
Texas A&M University a partire dal 1984. I primi esiti datarono il
relitto al XIV sec. a.C.... il periodo di Amenophe IV, Akenaton.
Il contenuto dello scafo ha qualcosa di strabiliante:
- 10 tonnellate di lingotti di rame del tipo a pelle di bue,
identici a quelli ritrovati in Sardinia, con gli stessi marchi di
fabbrica. (alleghiamo foto).
- 1 tonnellata di stagno puro, proveniente da Simbabwe (?).
- 150 lingotti di vetro antico.
- 1 tonnellata di resina di Terabit estratta dal pistacchio
trebintus, usata per gli incensieri.
- 1 libro in ebano portato dall’Africa sub tropicale(?).
- Zanne di elefante e denti di ippopotamo.
- Numerose statuine votive del dio Bes. Bes era un Dio venerato
dai Shardana. A lui erano dedicate la Sardinia e Ibiza.
- Gran numero di spade, lance, pugnali, archi, frecce...
del tutto simili a quelle conservate nei musei di Cagliari e
Sassari (Sardinia) e ritrovate nel Baltico e lungo le sponde
del Danubio (vedi foto).
- Trombette in avorio, cimbali in bronzo, liuti fatti con
gusci di tartaruga.
- Perline d’ambra del Baltico. (provenienti dalla Danimarca,
attraverso le vie dell’ambra dei Tuatha de Dana, i Shardana
del Nord).
- L’ancora in pietra, del tipo ritrovate dal com. G. Giacomo
Pisu in Sardinia e presenti anche il Libano e Israele (Tribù
di Dan?).
- Ceramica del tipo “Miceneo”, cioè Acheo-Akayasa, Danai-
Shardana, cioè dei P.d.M.
- Sigilli Siriani, Assiri, Cassiti e Sumeri... e...
- 3 gusci di uovo di struzzo forati. Identici a quelli ritrovati
in Sardinia (Domus de Maria), dove erano usati nel culto
dei defunti. (all. foto).
- L’anello-siggillo di Akenaton, dono del faraone agli ambasciatori
dei P.d.M. arrivati a corte intorno al 1355 a.C.
- Il sigillo in oro di Nefertiti! Dono della regina agli ambasciatori
dei P.d.M.>>
Da: "SHARDANA i PRINCIPI di DAN"


mercoledì 3 gennaio 2018

#SHARDANA I CUSTODI del TEMPO

http://www.shardana.org/i_custodi_del_tempo.htm





#SHARDANA I CUSTODI del TEMPO

<<Amon con la corona ATEF collegata con il tubo di rame alla "Dinamo" posta sotto il trono...  proprio come tutti gli altri Dei... Osiris compreso. Nel "Libro dei Morti" è scritto che RA uscì una mattina lasciando il figlioletto Osiris solo in casa e dimenticando la Corona ATEF. Quando la sera ritornò, trovò Osiris con la corona in testa e con la cute arrossata e piagata da "scottature" provocate dalla corona stessa...>>  Gli Egizi conoscevano l'elettricità e ne facevano uso per impressionare il popolo ignorante. L'uso dell'elettricità era consentito a sacerdoti e faraoni. Il principe Mose, educato nel tempio di ON (ELIOPOLI) ne faceva uso anche durante l'esodo. Esempio ne sono L'elettrificazione dell'ARCA e dell' EFOD. 


http://www.shardana.org/i_custodi_del_tempo.htm

sabato 30 dicembre 2017

#ResurrezioneOsiride/elettricità.




#ResurrezioneOsiride/elettricità.
<<Nelle immagini appare Osiride sdraiato nel suo letto di morte
con Iside da un lato e qualcosa o qualcuno che ci sorprenderà
assai dal lato opposto del giaciglio. Nella prima immagine Iside
assiste ai preparativi degli assistenti, fra cui si riconoscono Anubi
e Toth. Le ultime scoperte ci hanno portato a identificare anche
il terzo personaggio in piedi a destra di chi guarda l’immagine
sopra. Si tratta di un Dio femmina: Heqet. Ebbene, Heqet era la
Dea Rana! Con la testa di rana. Essa, infatti appare nel disegno
sotto totalmente con le sembianze di una rana, ai piedi del letto di
Osiride.
Nella seconda Iside è sola in capo al letto, mentre sul corpo
di Osiride svolazza un falco in sequenza. Uno dei falchi si posa
sul membro di Osiride. Si tratta di Iside stessa che si accoppiò con
lo sposo in forma di falco, appunto. Vediamo, infatti che la mummia
di Osiride ha nel secondo disegno il membro eretto, segno
della “Resurrezione” riuscita. Risultato della “magìa” di Iside
con il prezioso aiuto di Heqet e del suo dono: l’elettricità.
Siamo sicuri che Galvani sicuramente, ma anche Volta
e Marconi saprebbero dare una immediata spiegazione
della strana presenza della “Dea Rana”.>>
Da: SHARDANA i CUSTODI del TEMPO"

domenica 24 dicembre 2017

#COLOMBONATOinSARDINIA?



#COLOMBONATOinSARDINIA?
<Ci sia concessa ora una piccola annotazione su Colombo. Una annotazione che scandalizzerà chi ci accusa di voler “sardizzare” tutto quanto scriviamo da anni. Non ce ne vogliano queste persone se finalmente qualcuno nel mondo comincia a consegnare alla storia quanto quest’isola di Sardinia ha prodotto
nei secoli. Oltretutto ci limiteremo a citare una testimonianza al di fuori di ogni sospetto. Chi più degli Spagnoli ha r vendicato e
rivendica i natali del grande ammiraglio? Eppure una studiosa spagnola dà a Colombo origini … sarde! In “Christobal Colòn. Mas que la legenda” (Amares editore, anno 2007) la studiosa Marisa Azuara scrive che “Christobal Colòn nacque in la isla de Cerdena nel 1436, nel castello di Sanluri, residenza della sua
famiglia. Visse a Oristano (antica sede degli Judex di Arborea) e a Castelsardo (Casteldoria, sede di Brancaleone Doria, marito di Eleonora Judicessa di Arborea).” La studiosa scrive che il padre di Colombo era Salvatore de Sena Piccolomini. La madre
Isabella Alagon d’Arborea. Inutile dire che, se le informazioni della Azuara sono autentiche, noi possiamo aggiungere ben altro. Sulla discendenza da parte di madre non vi sono dubbi che Colombo potesse avere origini templari. In questo libro citiamo ampiamente queste origini dei Judici sardi. In particolare dei Judici di Arborea e Torres. Il cognome della madre, Alagon, ci riporta a quel Leonardo Alagon ultimo baluardo dell’Indipendenza dei Sardi e nipote della Grande Judikessa Eleonora> (Da: “Shardana i Custodi del Tempo”). Una piccola aggiunta da parte nostra:
Colombo non salpò da Palos per le Americhe il 03/08/1492; partì
invece un mese dopo, il 06/09/1492, dalle … Canarie! Sarà una
coincidenza? E precisamente dall’isola più a Ovest: La Gomera.
Di cui riportiamo l’immagine di un tramonto in copertina.>> Da: "SHARDANA ANTICHI RE DEL MARE "