domenica 9 febbraio 2020

#SIMBABWE. Alcuni studiosi continuano ad affermare che ...


#SIMBABWE. Alcuni studiosi continuano ad affermare che le torri in pietra del grande Simbabwe sono di origine piuttosto recente. Non sappiamo con quale criterio si possa datare una costruzione in pietra. Accadde lo stesso per i Nuraghes, che tempo fa venivano datati IX – VIII secolo a.C., mentre oggi si concorda (concordano, gli studiosi canonici) con una data che varia intorno alla metà del II millennio a.C. Di certo vi è solo la scoperta di Simbabwe da parte del Mondo Occidentale nel XV secolo dopo Cristo. La scoperta fu attribuita al capitano portoghese Joao Barros. Poiché il bravo capitan Barros, come molti dei suoi colleghi dell’epoca, era digiuno di storia e di scienze archeologiche, la sua definizione del sito fu: “Castello medioevale”. Questa idea logicamente gliela aveva data la torre di tipo “nuragico” all’interno del recinto megalitico. Cosa poteva sapere di Sumeri o di Popoli del Mare un comandante di nave conterraneo e collega di quegli avventurieri del mare che sbarcarono in America Latina solo per arraffare l’oro. Sappiamo con quali mezzi essi s’impadronirono dell’oro dei templi Incas, massacrando intere popolazioni e radendo al suolo monumenti antichissimi. Avventurieri che in patria facevano i mestieri più infimi, come il “porcaro” Pizarro. No, il Grande Simbabwe è molto, molto più antico, di secoli e secoli più antico. I suoi costruttori furono gli stessi di El Awaht e Micene. Dei “Simil Nuraghes” sparsi in tutto il mondo dalla sardinia alla Corsica, la Scozia, la Puglia, Rapa Nui, Canarie, Senegal… Tudor Parfitt nel suo “The Lost Tribes of Israel” ci fornisce un altro scopritore e un’altra data: Karl Mauch, 1871. (SHARDANA i Principi di DAN di Leonardo Melis - ed. PTM 2005)

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