lunedì 25 marzo 2024

PASQUA: L’ESATTA DATAZIONE.

 



PASQUA: L’ESATTA DATAZIONE.

Rimarchiamo la spiegazione dell’attraversamento di Yam Suph con altre acquisizioni che confermano la nostra tesi sull’attraversamento delle paludi e non assolutamente del Mar Rosso.

-          Yam Suph, abbiamo detto significare Stagno/Palude. Fu un errore di traduzione dei “Settanta” quando trascrissero dall’Aramaico in Greco il Testo Biblico intorno alla fine del 3° sec. a.C..

-          Il fenomeno del ritiro delle acque era dovuto a una situazione che si creava nello spazio di tempo tra le 2 e le 8 del mattino. Con la luna piena e il vento che soffiava da Est (ma noi sosteniamo da Ovest), le acque si ritiravano consentendo il passaggio a piedi dello stagno, ma non dei carri di bronzo del faraone.

-          Il Principe/Generale Mose conosceva questo fenomeno, in quanto aveva comandato la guarnigione di stanza in Jessen, nel Delta Orientale, non lontano da Yam Suph stesso.

-          La conferma che il fenomeno accadeva con la Luna Piena e in quell’ora della notte è scritta e documentata nella Bibbia in modo particolareggiato. Mose ordina al popolo di cenare sì (forse) con l’Agnello Pasquale, ma con i “bagagli pronti” e con la cintura ai fianchi. Questo perché appena cenato, sarebbero dovuti partire per non perdere lo spazio di tempo a disposizione per l’attraversamento. E, aggiungiamo, “perché il popolo faceva pressione perché fossero mandati via al più presto”.

-          La data della Pasqua e dell’uscita dall’Egitto è anch’essa data dalla Bibbia. (Esodo XII-41): “Oggi voi da qui uscite nel mese di Abib” La partenza avvenne il 15 del mese di Abib, il primo mese dell’anno ebraico, detto poi Nisan” (da Nisanu Akkadiko, N.d.A). Questa data corrisponde all’incirca al nostro 6/aprile. Nisanu era il mese che cominciava con l’Equinozio di primavera. Il calcolo quindi è presto fatto: al 21 marzo aggiungiamo 15 giorni e siamo al 06/aprile/2012. Nel momento in cui scriviamo siamo al 07/aprile e siamo al Sabato Santo, domani è Pasqua Cristiana, Chiaramente del 2012. La Pasqua Cristiana è spostata di qualche giorno per l’esigenza di festeggiarla la Domenica, giorno della Resurrezione di Jesus. Con il calcolo della Pasqua di Mose sarebbe caduta nella giornata di ieri (Venerdì). (NB: Il testo risale ad Aprile 2012)

-          Il fenomeno dovuto alla Luna Piena è anch’esso confermato dalla Bibbia. La Pasqua era calcolata (e lo è ancora oggi, salvo cadere il giorno di Domenica) al primo Plenilunio dopo l’Equinozio. E la notte in cui Mose e il popolo partirono era notte di Plenilunio!

-          L’Urgenza della partenza era dovuto quindi alla necessità di partire la notte del plenilunio. Certo, vi era anche l’altro motivo: <“Gli Egiziani sollecitavano il Popolo e non vedevano l’ora di mandarlo via. Perché dicevano: “Moriremo tutti!”> (Esodo XII - 31).

-          Il Pane Azzimo fu anch’esso una conseguenza di questa urgenza di partire. “Allora il popolo prese la sua pasta, prima che lievitasse, con le madie avvolte nei mantelli sulle spalle” (Esodo XII - 34). Le madie sono i contenitori che servono per conservare le cibarie. Le potete riconoscere a un pranzo di pastori in Sardinia ancora oggi. Sono in corteccia di sughero intera in forma di grande vassoio vi si mettono gli arrosti nei grandi pranzi. Vi si conservava anche il pane a lievitare

-          La notte di veglia dunque, la notte della vigilia di Pasqua, del Plenilunio, del Passaggio, dell’Uscita dall’Egitto, della Rinascita di un popolo, oltre che la rinascita dell’Anno e della Natura dopo il buio invernale. Il sacrificio dell’Agnello Pasquale, già esistente prima di questi fatti e ancora in uso per molti popoli, ivi compresi Ebrei, Sardi e altri, sostituiva il Sacrificio del Primo Nato, che una volta era il Primogenito. I Latini lo chiamavano Ver Sacrum, o Primum Ver, al plurale  Prima.Vera. I Romani festeggiavano questo evento il 1° giorno di Nisanu. Si, quello che cade appunto con l’Equinozio, il 21 Marzo. Dal 21 Marzo si aspettava il 1° Plenilunio per festeggiare la Pesah. Questo non presso i Romani chiaramente, ma presso Ebrei e Sardi si.>  Da: “Sardana la Bibbia degli Urim” di Leonardo Melis.

-          Da “I Popoli del Mare. SISARA”


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