lunedì 15 giugno 2026

ERRORI STORICI o DOTTRINE volutamente fuorvianti?



ERRORI STORICI o DOTTRINE volutamente fuorvianti?

Chiaramente ne è piena la cosi detta STORIA UFFICIALE che purtroppo riempie i nostri testi scolastici. Volutamente “voluti” da decreti di precisi periodi storici, come quelli dettati dal MINCULPOP di fascistica memoria. Il MINCULPOP era un ministero della “Cultura Popolare” voluto per la “Gloria di Roma” a cui il Ventennio si ispirava. L’intento poteva anche essere “giustificato” a far sparire tutti i TESTI che non  fossero ROMANI o almeno GRECI. Il guaio è che Roma e la Grecia Classica nascevano intorno al 8° sec. a.C.  e questo annullava ogni presunta Civiltà precedente del Mediterraneo.. con le conseguenze che stiamo solo ora scoprendo e cercando di  correggere.

Altro guaio è quello storico-religioso che per quanto ci riguarda è dovuto soprattutto alla Bibbia ebraico/cristiana. Guaio che oggi è peggiorato con la politica di alcuni stati che si ispirano alla storia contenuta appunto nel libro guida, che per alcuni è derivato direttamente da Dio stesso! Per quest’ultimo caso faremo delle precisazioni usando spesso la Bibbia stessa, spesso raccontata male, più o meno Volutamente.

1)      LA Questione “FENICIA” che ci perseguita dagli anni delle Elementari ad esempio è una semplice invenzione creata nel 1947 e mai corretta o cancellata. Come invece precisiamo nella locandina << Il Fenicianesimo è una forma di nazionalismo libanese adottata da alcuni esponenti libanesi, soprattutto Cristiani Maroniti, al momento dell'istituzione del Grande Libano,[1] rivendicando l'identificazione della nascente nazione libanese con l'eredità storica e culturale degli antichi “Fenici”(K.N.N.M).>>

2)      LA TERRA PROMESSA agli Ebrei, seppur promessa lo fu, non fu però mai CONQUISTATA, come invece è scritto nel libro di JOSUEH. Conquista smentita dalla stessa Bibbia nel  libro (JUDICI:  I – 21-36)

Guardando la cartina a fianco leggiamo una situazione geografica diversa da quella dei testi “ufficiali”. Non è nostra invenzione, ma frutto delle notizie fornite dagli Egizi. I Popoli del Mare, dopo la distruzione delle rocche di comando dei vari Imperi dell’Età del Bronzo, vedi: Tirinto, Micene, Troia, Hattusa, Ugarit e città Kananee, attaccarono l’Egitto di Ramesse III e, nonostante le dichiarazioni vittoriose postume del sovrano, lo costrinsero a firmare un patto ove l’Egitto cedeva le provincie dell’Impero per salvare Almeno il Regno. Così le provincie di Sinai, Siria e Palestina furono cedute agli invasori, i quali poi colà si insediarono per circa 400 anni. I Testi egizi confermano tale situazione nei vari documenti, come il Papiro Anastasi, L’Onomastico di Amenemope, il viaggio di Wen.Amon etc. Quindi possiamo descrivere, partendo dal basso:

-          La Pentapoli: abitata dai Pheleset, che diedero il nome alle città, Giaffa, Asdod, Ascalon e Gaza, e al territorio che da loro prese il nome di Palestina.

-          Più in alto Dor e Byblos, abitate dai Tjekker.

-          Akko (S. Giovanni d’Acri e Aroset Goim (Al Awaht), abitate dai Shardana.

-          Azor abitata dai Shakalasa.

-          Tiro abitata dai Libu.

-          Dan (Lais) abitata dai Sardana della Tribù di Dan.

-           

Da: “I Popoli del Mare, Sardana antichi Re”  - www.shardana.org

 

venerdì 5 giugno 2026

SHARDANA in SARDINIA L'ATTESA



SHARDANA in SARDINIA L'ATTESA



















50.196 visualizzazioni 11 mag 2008

I popoli che dominarono il mediterraneo antico. Attaccarono l'egitto, salvarono Mose. Abitarono la Sardinia. Sea Peoples. www.shardana.org
(video realizzato da Tonino Mura) ............................................................... ................................................................... I LIBRI di LEONARDO MELIS su AMAZON : https://www.amazon.it/s?k=leonardo+me... 20 anni fa si augurava il RITORNO dei SHARDANA nel MEDITERRANEO ... aspettandoli sulla spiaggia del SINIS e dentro il NURAGHE CALCOLATORE con la luce DEL TORO .

martedì 2 giugno 2026

venerdì 29 maggio 2026

Anfora s’Arcu ‘e is Forros

 


Anfora s’Arcu ‘e is Forros
Come sospettavamo, ad agosto 2012 è uscito l’articolo su
una rivista archeologica bimestrale italiana. Recante le immagini
della Scritta e di altro. La scritta è incisa su un’anfora “precotta”
ed è definita dalla firmataria (l’archeologa che ha combinato tutto
questo trambusto) “Scritta Philistea o Fenicia”, datata (l’anfora,
crediamo) al IX – VIII sec. a.C..
Ma che ci facevano i Philistei sulle montagne d’Ogliastra,
ove manco le legioni romane osarono mai inoltrarsi? Secondo
l’illustre Filologo orientale Giovanni Garbini che avrebbe studiato
la scritta “Fenicia” dell’anfora “Nuragica” Presentata all’Accademia dei Lincei:
“Una presenza Levantina era… presente su tutta l’Isola fin
dal XIII sec. a. C. … I Coloni “fenici” presenti nella costa Sud-Occidentale
dell’Isola furono preceduti da altri Fenici(!), affiancati
da Philistei(!!) E come questi vivevano nei Nurakes insieme agli
indigeni locali(!!!). .. Nel Nurake Nurdòle è presente una scrittura
Philistea la quale prova che quando fu costruito il
Nurake… i Philistei erano presenti(!!!!)”…A noi le stupidaggini non piace raccontarle e colleghiamo il tutto al popolo che risiedeva in quel tempo in Sardinia da padroni, visto che le hanno anche dato il nome. I Pheleset in Sardinia ci sono stati, come ospiti dei padroni di casa: i Shardana. Di cui erano consanguinei e quindi anche con la stessa Cultura e Scrittura. Se la scritta l’avessero rinvenuta in Palestina, potevamo dire che si trattava di scrittura sardana? Certo “anche” Sardana, ma prima di tutto Peleset. Visto che vi abitava no i Pheleset. Invece, poiché la brocca risulta essere “Nuragica” quindi sarda, si giustifica la scritta Pheleset con l’affermazione: “La scritta fu fatta dopo la cottura!” (Archeologia viva,
settembre-ottobre 2012)
www.shardana.org 

martedì 26 maggio 2026

INTERVISTA di Antonello Lai di TCS a Leonardo Melis. SECONDA PARTE

 



mercoledì 20 maggio 2026

1.100 a.C. "Knn.m" il naufragio,

 



1.100 a.C. "Knn.m" il naufragio,

            La Flotta arrivò facilmente a Ofir, come da racconti tramandati dai Greci, dagli Egizi, dalla Bibbia etc. Per un anno si fermarono a rinforzare le fortificazioni antiche di 2-300 anni. Mentre gli operai specializzati estraevano i minerali, in primis lo Stagno, altri facevano i turni di guardia e altri ancora provvedevano al sostentamento; fra questi sappiamo che vi erano anche donne, che saranno citate nel naufragio della nave ammiraglia. Al secondo anno di scadenza, puntualmente  nel mese di Nisanu, la flotta sotto il comando di Kareh figlio di Sisara, ripartì doppiando quello che oggi si chiama Capo di Buona Speranza. L’ammiraglio fece annotare che “Il sole splendeva stranamente alla loro destra durante tutto il viaggio verso il Mare d’Occidente”.

            Doppiato felicemente il Capo, una tempesta improvvisa cominciò a infuriare facendo dividere le navi. La nave ammiraglia fu presa da quella che chiamiamo oggi La Corrente Subequatoriale. La nave fu portata dalle onde verso le coste di un mondo sconosciuto, presso la riva di un grande fiume. Questo fiume fu battezzato 2500 anni più tardi con il nome di Salimoes dai navigatori Portoghesi (Salomone?). Parliamo proprio dei Rio delle Amazzoni. I Portoghesi erano a conoscenza di questa storia? La pietra, il documento riprodotto e della sua traduzione, parlava chiaramente della flotta e del naufragio al ritorno da un lungo viaggio. <Siamo KNN.M (Cananei) di Sidone (o di Akko? Tiro?) della città del re mercante (Hiram). Giungemmo a quest’isola lontana, una terra montagnosa. Abbiamo sacrificato un giovane … agli Dei e alle Dee celesti, nel diciannovesimo anno del nostro re Hiram e ci siamo imbarcati a Ezion-Geber nel Mar Rosso. Abbiamo viaggiato con dieci navi per due anni intorno all’Africa, quindi ne fummo separati per la mano di Baal e già non stiamo con i nostri compagni. Così giungemmo qui, dodici uomini e tre donne, alla isola del ferro, in una nuova spiaggia che io, l’Almirante controllo. Ma sicuramente gli Dei e le Dee ci favoriranno.>     

Da: “I POPOLI del MARE, SISARA Eroe shardana in Israel”

shardana.org 


lunedì 11 maggio 2026

NEAPOLIS ROMANA? NO! NABUI SHARDANA del X sec. a.C.

 



NEAPOLIS ROMANA? NO! NABUI SHARDANA del X sec. a.C.

Un amico di Oristano, Piero, ci aveva accompagnati al Museo di Cabras per vedere quello che secondo noi era uno Djed gigantesco spezzato lasciato in un angolo dello stesso museo. Vi forniamo l’immagine e giudicate voi stessi amici.

Finita la visita ci propose di andare al vicino Museo di Oristano, ove pare vi fosse una mostra sul Diluvio o qualcosa del genere. Tra mille reperti “egittizzanti” e (naturalmente) “fenici”, ci saltò all’occhio una figura che pareva familiare. Chiesi al mio amico di guardare meglio la didascalia e vedere se si trattava di figura etrusca o (forse) Pheleset. Si trattava di un’urna cineraria pheleset. Il luogo del ritrovamento era la città shardana di Nabui ribattezzata Neapolis dagli Archeobuoni e datata (naturalmente) al VIII sec. Ma…. Ma…

Ma la lettura della didascalia ci diede una sorprendente informazione che la dice lunga sulla confusione mentale dei nostri studiosi. L’urna è datata al X sec. a.C.! Certo! I “Fenici” seppellivano Pheleset di passaggio in una  città che sarebbe nata due secoli dopo! Ma kandu mai!